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Ultimo aggiornamento ore 10.00 del 20 Gennaio 2018

Samp: vincere il derby per salvare una stagione negativa

Samp: vincere il derby per salvare una stagione negativa

- Carissimi Amici Blucerchiati, eccoci alla vigilia del Derby, o meglio, eccoci ad un giorno dalla partita da sempre più attesa, e che per la Samp costituisce non solo il classico appuntamento sportivo per vedere chi ha la meglio nel match che ricorda vagamente un grande Palio Senese, con però solo due enormi Contrade, ma anche un decisivo tentativo di acquisire quel punto che ancora manca per una matematica salvezza. Eh sì, il Doria non ce l'ha fatta a conquistarlo contro un Palermo tutt'altro che irresistibile, ed infatti ci sono voluti una ormai troppo abituale papera difensiva, ed una disgraziata autorete, per consegnare ai siciliani una doppia cassata regalo che ha portato i rosanero a sperare ancora... Nel mezzo, due occasioni, volè di Lollo ribattuta da un difensore sulla linea, e missile di Soriano a lambire il palo; e basta, con una squadra che ha giocato confusa, sotto ritmo, e senza idee; con la solita delusione Muriel in campo nella ripresa, e Cassano mandato tardivamente sul terreno di gioco, Ranocchia che ancora si macchia di una ingenuità decisiva, ma soprattutto un Team che pare come atteggiamento ormai salvo e tranquillo da mesi. Preoccupa questa involuzione, sì perché con Lazio e Sassuolo l'abbiamo già detto che Viviano si è travestito da Battara ed ha salvato risultati e punti... E domani ecco stagliarsi all'orizzonte il bastimento dei cugini, che per carità, se noi siamo un peschereccio, non è che loro sembrano tanto diversi; solo che in campo bisogna dare l'anima, ed in questo senso il Genoa potrebbe diventare una nave rompighiaccio, che poi non servirebbe neanche, se giochiamo come a Palermo; uno spazzaneve e via... E' che non è ammissibile giocare senza coraggio, senza grinta, non lo puoi fare, se vuoi salvarti... Non lo puoi fare domani, nel Derby, contro i cugini che assaporano (giustamente, dal loro punto di vista) non solo l'idea di batterti, e magari umiliarti, ma anche di ascoltare dalle radioline notizie nefaste, dagli altri campi, per i nostri colori. E' vero, ci dovrebbero essere troppe combinazioni a sfavore, per andare giù, ma dopo la storia dell'anno di Cavasin, io preferirei non stare ad aggrapparmi ai risultati delle altre partite, anche per una questione di sacra dignità. Un modo ci sarebbe, per togliersi dai guai: giocare alla morte, con il coltello tra i denti (vogliamo portare negli spogliatoi un mix registrato ed aggressivo di discorsi prepartita di Iachini e Sinisa, o addirittura di Bersellini e Toneatto? O, extrema ratio, di Heriberto Herrera, il ginnasiarca?); penso che anche Vincenzo debba caricare la truppa in maniera un po' più virulenta, al di là delle sue caratteristiche abituali; insomma: bisogna dare il massimo, non mollare di un centimetro, mai! Domani ci si gioca tutto: l'onore, il menaggio, la supremazia nei derby di stagione, visto che quella della posizione finale con i bicolori è ormai difficile da difendere, ma questo sarebbe il meno, visto che le statistiche reciterebbero che il Doria è finito sopra i cugini per 57 volte, contro le loro eventuali 12 di questa stagione, con due finali in parità di punti; ma soprattutto, guardando alle cose serie... ci si gioca la permanenza in A; non voglio neanche pensare che vada tutto storto, e rimandare a domenica allo Juventus Stadium la sentenza, sperando in Marotta o pensando ad amenità del genere...

Certo, credo che tutti i Supporters, dai più tiepidi ai più appassionati, dai più giovani ai più anziani, aspettino con impazienza di mettere nell'album dei ricordi (non piacevoli) questa stagione disarmante: poi si potrà iniziare con le domande, con i curiosi quesiti, a società, ed anche al tecnico, su presente e futuro. Magari si riusciranno a capire situazioni per me misteriose, tipo quella di Angelo Palombo e Pedro Pereira, spariti ormai da mesi, peggio di Rodriguez; mah...

Non è però adesso il momento di pensare a queste cose; adesso bisogna solo sostenere la maglia, la squadra, la Sampdoria, con passione, affetto, ed amore; dobbiamo difendere la Samp, domani bisogna farlo bene; tutti uniti, tutti insieme, dall'inizio alla fine, senza risparmiarsi, come sempre... a squarciagola!

Un pensiero per Giancarlo Salvi, il biondo blucerchiato d'altri tempi, uno dei miei eroi preferiti di gioventù, che ha guidato la Samp a salvezze perigliose e all'ultima giornata; ecco, quella Samp era composta da grandi uomini, più che da grandi giocatori, che lottavano come una sola cosa, come fratelli, per dirla alla Bruce Springsteen, nella sua famosa ballata, dal titolo No Surrender: "... come soldati nella notte tempestosa, con una promessa da mantenere, nessuna ritirata... nessuna resa..."; ecco, se domani la Samp giocasse una gara con il piglio ed il temperamento della vecchia Samp di Salvi, sarei pronto a scommettere su un risultato moooolto positivo! Salvi se ne è andato, aveva 71 anni: è stato un grande; mi hanno raccontato il suo gol a San Siro, nel 1964, spareggio per restare in A, con il Modena, 2-0, vantaggio di Paolone Barison; invece ricordo bene, perché c'ero, nel '74, a Marassi, in un Derby, toh..., finale sempre 2-0, corner non mi ricordo di chi, tacco di Rossinelli, e bomba al volo di Salvi, sotto la Nord... Ciao Giancarlo, grazie di tutto!

Vorrei anche ricordare un altro amico, un giornalista bravissimo ed appassionato del suo lavoro: si chiamava Andrea Boldrini, scriveva i pezzi dei Dilettanti e del Calcio Femminile, sul Secolo XIX; lo faceva con grande impegno, si fermava spesso a parlare dopo le partite con i dirigenti delle società, e per questo era conosciuto e stimato da tutti; una persona squisita, un abile scrittore e narratore, ed un eccellente fotografo; un infarto lo ha ucciso a 49 anni. Un caro saluto, Andrea. Ci mancherai.

Sabato 7 maggio 2016 alle 20:30:36
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