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Ultimo aggiornamento ore 20.35 del 23 Gennaio 2018

Toti ha scelto da che parte stare, cosa succede ora nel centrodestra?

Toti ha scelto da che parte stare, cosa succede ora nel centrodestra?

- Il "sistema Toti" alla conquista d'Italia? Chi ha seguito il sabato fiorentino del Governatore della Liguria ne è certo: il centrodestra si è definitivamente spaccato, Toti ha scelto da che parte stare e l'alleanza che ha scalzato il Partito Democratico dalla Regione e dal Comune di Savona sarà riproposta in chiave nazionale.

Fine del berlusconismo? - Rispetto alle strategie delineate per regionali e amministrative, però, fa rumore il contrasto di Silvio Berlusconi che resta tappato nella sua villa di Arcore a lanciare anatemi per bocca del suo ultimo delfino, Stefano Parisi, già candidato (sconfitto) a sindaco di Milano e difensore della centralità liberale e popolare di Forza Italia. "Non siamo quella roba", ha detto sprezzante Parisi riferendosi alla folla di piazza Santa Croce che, sotto la statua di Dante, ha incoronato Matteo Salvini premier in pectore.
Tra gli scudieri dell'autoproclamato Trump italiano c'era anche Toti e il cortocircuito è totale.

Chi comanda a destra? - Inevitabile adesso porsi serie domande sulla leadership del centrodestra: Salvini è il segretario della Lega e, al di là dei recenti exploit elettorali, è sempre rimasto in posizione subalterna rispetto a Berlusconi, accettando per esempio lo stesso forzista Toti a candidato in Liguria al posto del leghista Rixi. Una subalternità a tempo, legata al timore che spostare l'offerta politica troppo a destra potesse spaventare l'elettorato moderato e condurre alla sconfitta. Ma la vittoria di Trump ha dato il là alle rivendicazioni del Carroccio (come di tutti i movimenti anti-sistema d'occidente) che si sente ora pronto a governare l'Italia. Sarà la Lega a guidare il centrodestra?

Toti cosa fa? - Al di là delle dichiarazioni di rito, la partecipazione di Giovanni Toti alla manifestazione salviniana è un passaggio clamoroso nelle dinamiche di Forza Italia: significa che il governatore della Liguria non considera più credibile (o per lo meno vincente) una Forza Italia moderata e centrista, troppo simile e per questo indistinguibile dal Partito della Nazione che ha in mente Matteo Renzi. E quindi appoggia la destra della coalizione anche se questo significa, inevitabilmente, consegnare alla Lega i gradi del comando. Una resa o l'inizio di una nuova era?

La nuova Lega - Del resto Salvini, che parla circondato dai tricolori e con al fianco la "patriottica" Giorgia Meloni, non può più limitarsi a dialogare con l'elettorato settentrionale e per questo dovrà necessariamente chiudere in un cassetto gli slogan tradizionali della Lega: potrebbe arrivare a cambiare nome al suo partito e imbarcare i suoi compagni "fiorentini" in un nuovo soggetto politico? L'ipotesi non è da escludere, soprattutto se non ci fosse tempo e modo di cambiare l'Italicum: con l'attuale legge elettorale vince la lista più votata, non la coalizione. Nella piazza di Firenze è nato un nuovo partito?

Domenica 13 novembre 2016 alle 13:30:40
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