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Ultimo aggiornamento ore 16.20 del 16 Gennaio 2018

La recensione: "Q" di Luther Blisset

La recensione: `Q` di Luther Blisset

- In questo libro, costato anni di lavoro e di ricerca, il misterioso Luther Blissett, nome multiplo sotto il quale agisce un nucleo di destabilizzatori del senso comune, molto presente e attivo sulle reti telematiche, ha per la prima volta affrontato la forma romanzo. "Omnia sunt communia!", tutte le cose sono di tutti: il grido che aveva terrorizzato i principi tedeschi nelle rivolte contadine guidate da Thomas Muntzer risuona ancora sulle labbra degli sconfitti giustiziati dopo la disfatta di Frankenhausen del 1525. Ma chi ha spinto Thomas Muntzer all'avventurismo estremo? Chi scrive a Pietro Carafa, emissario del papa, lettere in cui gli consiglia, per contenere la rivolta, di allearsi con il maggiore nemico di Roma?
Luther Blisset è uno pseudonimo inventanto da quattro scrittori bolognesi (Fabrizio P. Belletati, Luca Di Meo, Federico Guglielmi, Giovanni Cattabriga), liberamente adottabile in internet e diffuso tra i movimenti di controcultura telematica. I quattro autori hanno saputo ricreare, con incredibile ispirazione e conoscenza del Cinquecento europeo, i movimenti di scontro antagonista che hanno caratterizzato la storia della chiesa e i movimenti luterani e anabattisti. La storia è basata su fatti realmente accaduti che si intrecciano di continuo con situazioni inventate, il tutto caratterizzato da personaggi realmente esistiti tra cui i maggiori rappresentanti della Riforma, dei movimenti protestanti e della Chiesa cattolica.
In “Q” compaiono, come protagonisti o come semplici comparse personaggi che hanno fatto la storia della religione cristiana e dei suoi antagonismi: personaggi come Lutero, Melantone, Thomas Muentzer, Jan di Leyda, Anton Fugger, la ricchissima famiglia sefardita dei Mendes, e potenti prelati come il sinistro Carafa, mente e regista dell’Inquisizione nonché futuro papa con il nome di Paolo IV.
Centro però di tutto il romanzo è il narrante, Tiziano, che assume questo nome solo nell’ultima parte del libro, dopo essere stato inizialmente un anonimo studente tedesco di Wittenberg, poi un discepolo di Muentzer sconfitto sul campo di Frankenhausen, e alla fine “Gert dal Pozzo”, protagonista dell’epopea anabattista tragicamente consumatasi a Muenster, che diverrà poi il membro di una setta di Anversa che ordì una colossale truffa ai danni dei banchieri dell’Impero, i Fugger, per finire la sua corsa come tenutario di un bordello di Venezia, in stretto contatto con librai, editori e finanzieri sefarditi che diffondevano in segreto “Il Beneficio di Cristo”. Insieme al camaleontico protagonista compare anche un secondo enigmatico personaggio, “Qoèlet”, ossia “Q”, l’ignota spia del cardinale Carafa che attraverso orditi sotterfugi e tradimenti provoca una dietro l’altra tutte le sconfitte del nostro riformatore religioso, fino alla resa dei conti finale.

Questo romanzo è indubbiamente un capolavoro del genere storico, racconta ed appassiona, se le prime cento pagine risultano difficili da superare ci sia accorge di aver raggiunto la fine senza nemmeno rendersene conto. Ogni capitolo (tutti i capitoli sono divisi all’interno come una sorta di diario temporale, intervallato da lettere spedite da Q a Carafa) è percorso da intrighi, eresie, processi, battaglie, discussioni teologiche e conflitti ideologici; il tutto condito da battaglie e scontri in nome della religione.
“Q” è un romanzo storico che fa rivivere al lettore avvenimenti che hanno cambiato l’Europa, ci trascina sulla sottile linea che divide l’immaginario e la realtà calandoci in un passato che è stato fautore di ciò che oggi è diventata la religione cristiana.
“Q” è anche una spy story che descrive l’eterno scontro fra tradizione e innovazione, fra potere ed emancipazione, fra autorità istituite e sforzi per la liberazione dell’umanità; è un romanzo d’avventura che descrive la vicenda di un uomo che da appassionato idealista si trasforma in un maturo, disincantato e scaltro nemico dell’oppressione umana.

L’AUTORE:

Luther Blissett è un nome multiplo, ovvero uno pseudonimo collettivo utilizzato da un numero imprecisato di performer, artisti, riviste underground, operatori del virtuale e collettivi di squatter americani ed europei negli anni ottanta e novanta. Il suo nome è stato preso a prestito da un omonimo centravanti inglese di origine giamaicana ingaggiato dal Milan alla metà degli anni ottanta. Allo scopo di renderlo un'icona pop viene anche costruito e diffuso il suo "volto".
Il personaggio collettivo, definito da alcuni "un'opera aperta", è stato spesso utilizzato per denunciare la superficialità e la malafede del sistema mass-mediatico. Azioni, sabotaggi, performance, manifestazioni, pubblicazioni, video, trasmissioni radiofoniche di e su Luther Blissett hanno diffuso e diffondono anche oggi il suo nome in tutto il mondo.
L'attività di Luther Blissett in Italia si caratterizza per la realizzazione di una serie di beffe ordite a danno dei mass media e per la radicale critica ai concetti del diritto d'autore e della proprietà intellettuale. In Italia il progetto prende il via a Bologna attorno al 1995 e ha un'immediata diffusione nelle BBS nazionali dove è già molto sentita la questione dell'anonimato. Compaiono in rete i primi messaggi firmati Luther Blissett, il cui nome viene utilizzato anche nel circuito della mail art. All'interno della nebulosa Blissett si forma un network più organizzato che prende il nome di "Luther Blissett Project" e si autodefinisce "l'unico comitato centrale il cui scopo è perdere il controllo del partito".
Sono autori anche di: “Guy Debord è morto davvero”, Crash Autoproduzioni, Cayenna Outgestita, Feltre 1995, “Mind Invaders. Come fottere i media. Manuale di guerriglia e sabotaggio culturale” Castelvecchi, Roma 1995, “Green Apocalypse”, Unpopular Books, Londra 1995, “Transgressions: rivista internazionale di esplorazione urbana” (1995), “Rivista Mondiale di Guerra Psichica e adunate sediziose” (1995), “Totò, Peppino e la guerra psichica - Materiali dal Luther Blissett Project”, AAA, Udine 1996, “Net.gener@tion : manifesto delle nuove libertà”, Milano, Mondadori (Oscar narrativa), 1996, “Anarchist Integralism: Aesthetics, Politics and the Après-Garde”, Sabotage Editions, Londra 1997, “Lasciate che i bimbi... pedofilia, un pretesto per la caccia alle streghe”, Castelvecchi, Roma 1997, “Quaderni Rossi di Luther Blissett”(1998), “Nemici dello Stato: Criminali, "mostri" e leggi speciali nella società di controllo”, DeriveApprodi, Roma 1999, “Comunicazione-guerriglia. Tattiche di agitazione gioiosa e resistenza ludica all'oppressione”, DeriveApprodi, Roma 2001, (a cura di) “McNudo. Cento buone ragioni per stare alla larga da McDonald's”, Stampa Alternativa, Viterbo 2001, (a cura di) “Cyberunderground”, Edizioni Simone, Napoli 2001, “The Invisible College”, Edition Selene, Vienna 2002, “Vangelo Nichilista”, autoprodotto, 2008.

TITOLO: “Q”
AUTORE: LUTHER BLISSET
EDITORE: EINAUDI TASCABILI STILE LIBERO
PAGINE: 643
PREZZO: 17,50 €

Domenica 18 ottobre 2009 alle 11:30:08
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