Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 20.30 del 19 Agosto 2018

Auguri Vecchio Grifone: sono 119

Auguri Vecchio Grifone: sono 119

Genova - Non parlerò di storia perché ci sono tanti genoani più preparati e bravi di me nel creare emozioni, nel e toccare le corde giuste quando si parla dell’amato Rapace a quarti rossoblù. E’ passato un altro anno nella storia del Genoa che si chiama ancora Genoa cfc grazie alla sua gente, e chi mai lo ha messo in dubbio, ma anche grazie a questa Proprietà messa in discussione se non da tutta la tifoseria da una buona parte della stessa ma soprattutto da media sempre poco generosi nel rimarcare quanto di buono l’attuale conduzione ha fatto e sempre pronti a sottolineare ogni pagliuzza fuori posto. Caso Velazquez, bene io non ne so nulla mi limito a bignamizzare tutte le comunicazioni o i commenti che ho letto e mi pare di capire che il Genoa abbia acquistato il calciatore cercando di tutelare la propria patrimonialità, certo non è colpa del Genoa se l’Indipendiente dà a garanzia, se ho capito bene, a una Banca il cartellino di uno o più giocatori. Domani proverò con la mia cara Passadore a chiedere un fido portandomi con me il libretto di lavoro di una impiegata. Mah, poi si legge e si sente dire che siamo uno stato strano noi, figuratevi altri. Velazquez, certamente non mi sento di biasimarlo se stufo di allenarsi e vedere giocare gli altri se ne è tornato a casa dai suoi cari. Se, invece, fosse andato all’Indipendente mostrerebbe di essere un ragazzo confuso e in questo caso starebbe sbagliando. Veniamo al Genoa, quello che ha vinto meritatamente col Cagliari e perso meritatamene, secondo me col Catania. L’allenatore è De Canio e non può ridurre Catania Genoa a traverse colpite, nostri errori difensivi e quant’altro. Il dato numerico da tenere in considerazione è il seguente palla nei piedi del Catania 61% nel Genoa 39%. Altra considerazione da farsi è quella che quando si va contro i detti pallonari di solito si paga dazio, il vecchio ma sempre attuale “squadra che vince non si tocca” pare non essere stato preso in considerazione dal nostro allenatore che ha presentato una formazione con Tozser e Seymour insieme in campo e il talentuosissimo e marcatore del gol partita inGenoa Cagliari, Merkel, a guardare. Certo, mi direte la squadra che ha battuto il Cagliari si doveva toccare per forza in quanto Mesto era stato ceduto al Napoli e poi mica si poteva tenere in panchina Vargas o Borriello?. Beh intanto Borriello c’è stato poi una volta messo il sostituto di Mesto la cosa poteva finire qui. La risposta potrebbe essere che con questo ragionamento se si continuasse a vincere i giocatori arrivati l’ultimo giorno di mercato non avrebbero giocato mai, beh intanto vinciamo poi si vede. Mi sembra chiaro che a me la prestazione di Catania è piaciuta poco, vero è che nel secondo tempo, quello dove abbiamo preso 3 reti avevamo riequilibrato i valori in campo, ma altrettanto vero che nel primo tempo, quello vinto per 1 a 0, eravamo stati messi pesantemente sotto, insomma eravamo stati dominati. Allora come si spiega il primo tempo ci menano e vinciamo il secondo lo giochiamo alla pari e le buschiamo come è possibile?. E’ possibile eccome, intanto le gare durano 90 minuti più recupero e vanno giudicate su tutto l’arco della gara e non solo quando ci comoda a noi, intanto il valore tecnico di una mezza dozzina di titolari del Genoa è di 2 categorie superiore, secondo me, agli alter ego avversari, quindi ci sta che si inventino gol sulle capacità del singolo o dei singoli, poi c’è da tenere presente gli errori marchiani degli avanti catanesi nel primo tempo e il fatto di non prenderla mai. Non prenderla mai alla lunga lo paghi, in termini di concentrazione di acido lattico nelle gambe e di poco ossigeno al cervello quando serve e quindi capita che Antonelli, sino allora uno dei più positivi, non faccia la diagonale arrivando da dietro il catanese e fronte verso la palla quando viene servito Bergessio, nell’azione dell1a1, anzi arriva dal centro del campo venendo scavalcato dal pallone che rende nullo il goffo intervento alla disperata del bravo terzino e che poi Bergessio tramuta in rete. Capita che segni di testa da calcio d’angolo non Hrubesh ma Bergessio lasciato solo al centro dell’area, un gol che ha nel suo DNA tutta la difficoltà accumulata dalla difesa genoana nei primi 45 minuti. Nella terza rete c’è tutto, un fallo inutile una punizione tirata da Messina una barriera inutile, insomma un errore. Poi la reazione c’è stata ma in campo c’erano anche altri attori, comunque bene il carattere la voglia la tecnica, male per me la concentrazione e la tattica, ma siamo alla seconda giornata e spero che se stanno tutti bene questa squadra non prescinda mai da Borriello, Immobile Merkel, Kucka e anche Vargas. Questi giocatori sono, a mio giudizio, da prime 6 squadre della serie A e nel Genoa, per me, di riffo o di raffo devono giocare sempre. Il modulo che li può ospitare esiste, lo si provi lo si trovi e si vada avanti così. De Canio non la pensa così?, può darsi , padronissimo si prenderà le sue responsabilità se si vincerà avrà avuto ragione se si perderà avrà avuto torto, certamente andrà sempre valutato contro chi si vince o si perde, bene col Catania, a mio giudizio, non si doveva perdere. Certo nel calcio ci sta che l’avversario sia stato e sia in valore assoluto più bravo. Col Catania si poteva perdere ma si poteva anche cercare di vincere perché la rosa del Genoa è sicuramente più forte di quella Etnea. Il campo ha detto un’altra cosa e il campo ha sempre ragione. Comunque atteggiamento, voglia e determinazione sono quelli giusti e in questo il Mister è stato bravo come nel saper tirare fuori gli attributi a una squadra che l’anno scorso poche volte aveva dimostrato possederli.
Alla prossima da domani siamo già nel centoventesimo anno, e non sono pochi
Roberto Del Ponte

Venerdì 7 settembre 2012 alle 20:30:31
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Genova






VIDEOGALLERY



























Uffici redazione: Palazzo Ducale, primo piano del cortile maggiore
Piazza Matteotti 9, 16123, Genova - tel. (+39) 010 8935042 fax (+39) 010 8934973

Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News