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Ultimo aggiornamento ore 19.55 del 14 Dicembre 2018

Genoa/Caro Prandelli, rispondimi...

Genoa/Caro Prandelli, rispondimi...

Genova - Bene l’Europeo e finito, non certo in gloria per noi come qualcuno vorrebbe fare credere. Pensate che, quando ero piccolo, una Nazionale eroica venne accolta al rientro in aeroporto con un lancio di pomodori per avere osato perdere contro il Brasile. Gli Azzurri erano stati battuti 4 - 1 dal Brasile d’un certo Pelè, perdendo così la finale del mondiale messicano. Il tutto avveniva dopo avere disputato la partita più bella di sempre, quella vinta ai supplementari contro ben altra
Germania rispetto a quella “pompata” che abbiamo sconfitto in semifinale pochi giorni fa.
Quello che si è appena concluso è stato un campionato europeo mediocre, anzi qualcosa di peggio, con nazionali come quelle francese, inglese e olandese assolutamente impresentabili e un Portogallo sconfitto solo dopo i rigori da una sopravvalutata Spagna.
Proprio il fatto che la Spagna continui a vincere è la dimostrazione dell’impoverimento tecnico del calcio, non solo nostrano ma mondiale.
Nella partita contro questa Spagna, capace nell’Europeo di pareggiare con noi e con il Portogallo, Cesare Prandelli, il nostro genio della panchina, decideva che sette o otto giocatori se li era portati all’est solo per fare una vacanza, schierava titolare gente come Montolivo e Marchisio che, oltre che scarsi di proprio, erano pure stremati senza un’oncia di forza insieme a Chiellini, rotto e Cassano, senza energie. Poi completava il tutto con la scelta scellerata di schierare Abate e di fare partire il Professor Motta dalla panchina. L’Archimede di Ponte Vecchio, poi, dava l’ultimo colpo di pennello finendo tutti i cambi con ancora mezzora di gioco davanti, sapendo benissimo di avere gente “morta” in campo.
E’ finita con un umiliante 4 - 0 e cosa mi tocca leggere? Beh, quello che leggete tutti: ah… il potere della stampa, come ti rigirano le cose loro… belin!
Comunque l’Europeo è finito e Veloso è sembrato un giocatore stellare: con tutto rispetto, come direbbe Totò, “ho detto tutto”.
Per onestà devo dire che ho visto l’Euopeo con occhi distaccati, da lontano, poco entusiasta di tutto: le sceneggiate degli arresti all’alba e delle incursioni a Coverciano, con trattamento di serie A e serie B a seconda dell’imputato – calciatore in questione, mi avevano svuotato, un poco disamorato, come mi hanno infastidito le parole vuote di un finto Prandelli, che ci spiegava
perché Criscito non c’era più e Bonucci continuava l’avventura.
E oggi continuano a dire, sento dallo stesso Prandelli e da Abete, roba da matti, che se noi vogliamo una nazionale migliore occorre che i Presidenti ecc, ecc, ecc…
Caro Prandelli, a quelli che spendono soldi nel calcio, la nazionale migliore a discapito della propria squadra di Club non interessa e non fare il finto furbo che certe cose non le sa, perché Tu, caro Prandelli, hai allenato a Firenze e queste cose Lì, come a Genova e nel resto d’Italia, sono note. Poi fate i “fintoni” quando parlate dei settori giovanili. Ma se dei settori giovanili e dei ragazzi non gliene fotte niente a nessuno…
Rispondimi, caro Prandelli, quanti campi di calcio frequentati dai settori giovanili sono sprovvisti di defibrillatore o medico a bordo campo? Ti rispondo io, quasi tutti. Penserai mica, caro Prandelli, che tutti i Primavera, per esempio, nascano dentro le società di serie A o B?
Lasciamo perdere, per piacere, e lasciamo perdere i commenti trionfalistici per un secondo posto in un torneo di una pochezza allarmante, sempre tenuto conto che perdere una finale 4 - 0 è umiliante e disonorevole.
Veniamo al Genoa.
Bene, Lo Monaco sta già lavorando, pende sulla sua testa un deferimento per vecchie questioni datate anni, non credo che questa novità inciderà molto nel lavoro che sta iniziando a fare nel Genoa. Qui escono deferimenti su tutti meno che su quelli che si sono comprati e venduti delle partite: singolare, eh?
Del resto questa è una nazione ben strana: il nostro primo ministro prima si augura di chiudere il calcio in Italia per tre anni, poi vedo il suo bel faccione portare d’un bene nella finalissima contro le Furie Rosse; le indagini si fermano in onore del campionato d’Europa ma non possono fermarsi per tre ore e allora si va ad arrestare Milanetto davanti i suoi figli e con le tv davanti a casa alle 4 di mattina.
Incongruenze assurde che però non spostano la coscienza di nessuno e tralascio tutte le stupidaggini uscite sul derby.
Vedete, devo fare ancora un po’ di bagni per tornare a parlare di calcio con entusiasmo e perché mi torni la voglia di riandarmene in qualche campo a vedere i ragazzi, quelli meno noti ma
certamente non meno buoni, giocare certamente meglio di quelle nazionali lì.
Piuttosto un complimento al Tau, società di Altopascio, divenuta campione d’Italia allievi.
Alla prossima
Roberto Del Ponte

Martedì 3 luglio 2012 alle 14:00:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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