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Ultimo aggiornamento ore 13.00 del 19 Dicembre 2018

Lazio - Genoa... che strano...

Lazio - Genoa... che strano...

- Buongiorno a tutti, rossoblù e non. Perché tanta allegria?

E me lo chiedete? Finalmente si sono fatti 3 punti e, caso strano, abbiamo avuto in Lazio - Genoa, finalmente, un arbitraggio equo. Pioli si lamenta, beh mi sono visto la partita tre volte e ancora non ne ho capito i motivi. Fossi un tifoso laziale mi lamenterei con Pioli per gli errori tattici commessi in questa partita. Sono professionisti ben pagati ma delle volte fanno errori che nemmeno all'epoca del mio Focevara vedevo fare al Mister di turno. Mi spiego meglio.

Lazio - Genoa inizia con un arrembante forcing della Lazio che dura 8 (dico 8) minuti; il Genoa è spiazzato e fa fatica a tenere palla e riproporre un gioco offensivo. Dopo 8 minuti (dico 8!),il Gaspe si fa sentire, i giocatori accorciano le distanze in campo e i due finti esterni di centrocampo cominciano a accentrarsi anche un poco di più, lasciando le fasce in mano a Njang (ottimo) e Falque. Beh, il Genoa da quel momento diventa padrone del centrocampo, inizia una migliore fase di palleggio e sbaglia pochissimo nella gestione del pallone, almeno sino alla trequarti. Alla mezz'ora Bertolacci lancia Njang, Marchetti lo atterra, rigore, espulsione e gol di Perotti. Apro un inciso sul rigore di Perotti: sembrava di essere tornati a quando li tiravano Gilardino, Matri o Pinilla. Tornando a Pioli, subita l'espulsione, cosa fa il genio biancoceleste, già in situazione di centrocampo precaria? Toglie Cataldi, una mezzala con buona corsa e interdizione, e lascia le due punte, oltre Candreva. A quel punto la Lazio la palla non la prende più e se la partita fosse finita 4 a 0 non ci sarebbe stato nulla da dire. Un allenatore più attento e in quella serata più in "bolla", avrebbe tolto Mauri, cercato di tenere lo 0 a 1 senza affaticare troppo la squadra e nell'ultimo quarto d'ora avrebbe messo Anderson e Keità tentando il pareggio. Ma lasciamo perdere Pioli e la Lazio e parliamo di questo bellissimo Genoa. Partiamo dai due migliori in campo, Izzo e Roncaglia.

Vedere Roncaglia battere nell'allungo di 40 metri un neoentrato e velocissimo Anderson mi ha entusiasmato. Vedere Izzo fare da contraerea in area, sembrava il miglior Cannavaro, e uscire da sinistra palla al piede, mi ha fatto fare un applauso a me stesso che, dopo averlo seguito ad Avellino, ne profetizzavo una grande carriera: Izzo mi sta stupendo, non credevo potesse crescere così tanto in poco tempo anche tenuto conto delle mirabilie che sa fare il nostro Gasperini.

Conte era venuto, in chiave Nazionale, per vedere Mattia, Candreva, Bertolacci e, probabilmente, in vista del doppio passaporto, pure De Maio: credo che, oltre ai citati, avrà visto soprattutto un sontuoso Izzo. Ma è stata la tattica di Gasperini a essere straordinariamente efficace. Perotti in chiave Totti, con il compito di attaccare da subito Biglia, ha imposto alla Lazio di inizare le azioni solo con i difensori a cercare Klose, quindi saltando completamente il centrocampo, già debilitato dall'esclusione del suo migliore corridore. Poi i fraseggi, sempre a tre e sempre a due o tre tocchi, ha permesso al Genoa, sempre corto e intenso, di dominare la gara. Le sgroppate in fascia di Njang hanno distrutto Basta che è riuscito, contenendo gli interventi scorretti, a non farsi espellere ma non ad arginare l'ex milanista. Insomma, un massacro a cui l'1 a 0 non rende giustizia.

E qui c'è l'unica nota stonata della partita, il non avere raddoppiato e triplicato sbagliando tantissime situazioni di superiorità numerica e tecnica, facendo errori di concetto soprattutto negli ultimi passaggi. Le prove di Falque e di Lestienne non sono state delle migliori, Iago ha sbagliato troppo in fase conclusiva e Maximme è stato troppo leggero e lezioso in certi interventi, ricordo un tocco di tacco a seguire su se stesso tanto accademico quanto inutile che ha portato negli ultimi secondi del match a perdere possesso del pallone, non si fa. Ma sono cose che possono accadere ma che io amo fare notare proprio in un momento di estrema positività. Il mercato è finito e il buon Preziosi lo ha chiuso con degli innesti di prospettiva per l' anno prossimo e utili quest'anno. Gli scambi diretti sono Borriello, non ancora pronto, per un Matri ancora ai box e Sturaro, che giocava meno, per Tino Costa quasi pronto al rientro, il tutto mentre Kucka si riprendeva il suo posto da titolare dove sa fare meglio e cioè in mezzo al campo. L'unico titolare che è andato è il buon Antonelli. Luca mi mancherà, mi mancherà la sua generosità in campo e mi mancheranno le sue sgroppate, il suo farsi trovare spesso pronto in area a battere a rete, sono arrivati al suo posto due giocatori diversi tra loro e diversi da Antonelli, vedremo il loro contributo al gioco della squadra di che livello sarà. Bisogna tenere conto anche dell'ormai prossimo ritorno di Marchese che sa fare sia il terzo di sinistra in una tre difensiva che il quarto o quinto di centrocampo: per il momento e per due gare lì ci ha giocato Edenilson, buono nel permettere a Njang di non rientrare troppo e pure a correre sino al 95° proponendosi, a Roma, in avanti. Poi c'è Pavoletti, grande bomber in B, che ci farà vedere se sarà da serie A.

Alla prossima

Sabato 14 febbraio 2015 alle 14:00:47
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