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Ultimo aggiornamento ore 18.15 del 23 Ottobre 2018

Sampdoria avversaria ma non nemica, pensiamo a vincere per noi

Sampdoria avversaria ma non nemica, pensiamo a vincere per noi

Genova - Il tanto atteso derby di ritorno è alle porte, domenica si giocherà, non si sa ancora a che ora ma sicuramente si giocherà. Difficile piova e tantomeno che nevichi. Difficile pure che i due capitani si incontrino dal Sindaco. Più facile si incontrino, casualmente, fuori e magari prendano anche cordialmente un caffè assieme, cosa tra l’altro normalissima che mai pregiudicherebbe il loro massimo impegno, la domenica, per battere l’avversario. Ecco appunto, mettiamocelo in testa, l’avversario e non il nemico. Il derby la gara più importante di tutte quelle che Genoa e Samp disputano durante tutte le stagioni, ma resta una partita di calcio e come tale sarebbe l’ora venga capita da tutti quelli che blaterano intorno, e non parlo delle tifoserie, a questo incontro. Il Genoa giocherà per vincere la Samp anche, poi le conseguenze del risultato le due compagini le misureranno dopo. Ricordo, e il discorso vale per il Lecce per il Brescia e vale anche per la Samp che gli ultimi incontri contro il Genoa saranno 1/38° delle gare disputate, quindi legare il risultato finale solo a queste gare mi sembra matematicamente non corretto. E’ vero pure, però, che nell’immaginario le ultime gare sembra assegnino più dei canonici 3 punti da copione. E’ inutile far finta di nulla, i cugini sono alla disperazione, lo sarebbero anche se invece del Grifo incontrassero fuori casa, faccio un esempio, il Catania. Per noi il risultato è come sempre fondamentale anche se le polemiche susseguenti l’aver fatto il nostro dovere, con alterne fortune, contro Brescia, Lecce e Napoli hanno reso l’attesa di vittoria ancora più pregnante. E’ vero il vecchio detto che il derby è “partita a sé” ed è quindi difficile da pronosticarne l’esito, è altrettanto vero che il concetto lo si potrebbe estendere a ogni gara del campionato italiano. Per capire la difficoltà dello stesso e di ogni gara basta pensare a Bari Roma, cosa c’era di più scontato della vittoria facile della Magica Roma contro il derelitto Bari? Ebbene, come tutti abbiamo visto, non è proprio andata così. La Samp vive un’involuzione tecnica assolutamente prevedibile e prevista da chi sa leggere o meglio voleva leggere la campagna d’indebolimento di Gennaio, certo chi pensava che sostituire Pazzini e Cassano, in un organico simile, sarebbe stato semplice ed indolore, forse non aveva pesato a sufficienza il valore dei due nazionali. E anche vero che, l’ultima gara col Brescia infarcita quanto si vuole da errori marchiani, ha messo in mostra una formazione robusta sulle gambe con voglia di fare e di non mollare mai che ha evidenziato un gruppo sano e unito, con giocatori che si aiutano. Queste sono doti positive, certo a volte da sole non bastano, dipende cosa e che tipo di valori si troveranno di fronte. Sgombriamo gli equivoci, il Genoa che ha battuto il Brescia, il Lecce e ha giocato col Napoli, per atteggiamento (certo non per formazione), è lo stesso di squadra, una compagine che s’è giocata le gare al giusto, senza regalare niente ma certamente senza il sangue agli occhi e senza la determinazione o chiamiamola cattiveria del Ravenna e del Piacenza di Jachiniana memoria. Insomma non ci siamo giocati la Champions e il modo con cui Brescia e Lecce hanno accettato la sconfitta, senza polemiche, ne è la migliore testimonianza. Bene domenica i ragazzi devono ricordarsi che invece, contro il Doria, non potrebbe bastare e che domenica noi ci giochiamo la Champions, così come se la giocheranno i cugini, occorrerà nuovamente l’occhio di tigre e la determinazione giusta. Per mandarli in B? Bella domanda, io rispondo che questa forse potrebbe essere la conseguenza ma a noi questo non deve interessare. Dovremo batterli, o meglio provarci, perché è la partita che noi dobbiamo sempre vincere, o almeno provarci. Ripeto le conseguenze verranno e saranno valutate dopo. Questo è il consiglio che do a tutti i partecipanti a questa sfida, pure a quelli che soffriranno davanti la televisione, vivere il Derby come la partita da vincere, poi se andranno in B o si salveranno, anche grazie a un risultato che non mi auguro, sarà discorso da farsi/vedersi dopo i 95 minuti. Dato lo spazio al colore, alla psicologia a quella parte che di contorno al fatto tecnico, fatte tutti i dovuti distinguo su tutte le varie componenti che giocano pro o contro un risultato, ricordo che il Derby pur sempre una partita di calcio e la cifra tecnica/tattica di una compagine rispetto all’altra ha e avrà il suo peso. Che siamo molto più forti sia tecnicamente che tatticamente oltre a stare molto meglio sotto l’aspetto fisico credo lo si possa dire e annoverare come un fatto acquisito, ricordo che sulla carta è importante ma che poi il tutto va dimostrato sul terreno verde. La formazione, credo sia obbligata , classico 4-4-2 con Mesto, Dainelli, SuperKK, Mimmo in difesa, Rafinha (perché no Konko) Kucka, Milanetto, Antonelli da destra a sinistra a centrocampo e Rodrigo con Floro Flores. Loro, credo opporranno un 4-4-1-1 con Zauri Lucchini Gastaldello Ziegler, Mannini Tissone Palombo Guberti, Biabiany e Pozzi. Squadre abbastanza speculari ma le differenze nei reparti contrapposti sono evidenti poi, come dicevo sopra, dovrà essere il campo a dimostrarlo. Un unico appunto verso Ballardini, che ha provato a Napoli, a mio giudizio uno schema ottimo, utilizzando però gli uomini sbagliati, o meglio facendolo senza Milanetto e Palacio in campo. Mi spiego meglio il 4-3-3 con un centrocampo Konko Milanetto Kucka e un attacco da destra a sinistra Palacio, Paloschi, Floro Flores credo potrebbe essere un’ottima soluzione se si decidesse di attaccare per vincere o per fare gol. Quello elencato sopra mi sembra ben altro 4-3-3 rispetto a quello visto nel secondo tempo a Napoli.
Forza Genoa
Alla prossima

Martedì 3 maggio 2011 alle 20:30:01
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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