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Ultimo aggiornamento ore 15.30 del 26 Aprile 2018

Un super Genoa, se non sarà Europa non facciamone un dramma

Un super Genoa, se non sarà Europa non facciamone un dramma

- Mi pare che, il campo abbia parlato

Scrivo dopo essermi goduto per più di due mesi un Genoa sfavillante e prima della festa di Reggio Emilia, dove mi recherò con famiglia per gustarmi Genoa - Sassuolo, e me la godrò questa gara, comunque vada. Certo in cuore mio spero nella vittoria, nel bel gioco e nel pareggio del Chievo a Firenze. Beh, arrivare quinti non sarebbe certo male. Ricordo più volte quest'anno un Gasperini dichiarare come punto di interesse arrivare prima della Sampdoria, lo ha dichiarato pure quando ci siamo trovati a – 9 punti, che non è stato il massimo distacco perché se non ricordo male siamo stati pure sotto di 11 punti. Devo essere onesto, quando vedevo giocare i blucerchiati non capivo come potessero starci sopra in classifica, ma pur se onesto magari sono di parte. Poi mi pare che il campo abbia, in qualche modo, rimesso le cose a posto. In qualche modo, dico io, perché la sfortuna, intesa come errori arbitrali o infortuni, non ci ha permesso esprimere il vero divario, in termine di punti, esistente tra le due formazioni in termini di qualità, tecnica e intensità di gioco.

Scrivo mentre aspetto la decisione di Frattini e mentre tengo bene presenti le parole del Presidente su passato e futuro recente del Genoa, quindi mi rendo perfettamente conto che pur se da tifoso speri che la mia squadra partecipi alla Europa League e quindi di farmi qualche viaggetto o di passare una bella serata anche infrasettimanale davanti la tv a gustarmi il Grifone, da osservatore oggettivo dico che forse non andare a giocare una competizione europea non sia proprio una sciagura. Le parole del Presidente fanno pensare che la stagione dei sacrifici non sia ancora terminata, se poi teniamo conto di come ci siamo comportati le volte che abbiamo "dovuto" fare il turn over (vedi trasferta a Roma sponda giallorossa) e del tipo di gioco che fa fare il nostro grande Mister, nel senso dell'appilicazione dell'intensità e della grandissima corsa richiesta ai giocatori, credo che non partecipare alla EL possa essere anche salutare.

Allora qualcuno potrebbe obbiettare: A che cosa uno punti nel suo campionato. Beh io direi che disputare un torneo come quello che sta finendo, battendo Juve e Inter in casa e Milan e Lazio addirittura due volte su due e arrivare sesti (spero ancora quinti) facendo crescere giovani di valore possa ben raffigurare quanto un tifoso Genoano speri all'inizio di ogni campionato, almeno io la penso così. Per vincere la Coppa Italia e soprattutto partecipare a una Coppa Euoropea senza subire contraccolpi pericolosi, penso occorra una struttura societaria, intesa come forza economica, che ancora, per detta del maggiore azionista, non abbiamo. Si dovrebbe aver la forza mantenere i giocatori migliori e addirittura aggiungerne di nuovi di pari valore per non subire contraccolpi nel campionato. Questo giorno verrà? Penso di si ma credo non sia oggi, perché il Presidente è stato chiaro. Certo, se ti qualifichi per la Champions il discorso è diverso, i soldi in campo sono altri e ben più importanti e ti permetterebbero di pianificare e sopportare meglio il doppio impegno. L'Europa se affrontata da società e quindi squadra non strutturata a dovere può portare ai club di medio valore dei problemi grossi nel campionato italiano che è un campionato troppo equilibrato per lasciar dormire sonni tranquilli. Certo queste cose non è che mi faccia piacere, da tifoso, dirle ma meglio la chiarezza e serietà che fare i fanfaroni come vedo fare da dirigenti in altre piazze, poi magari messe in condizioni patrimoniali e economiche ancor peggiori. Il Genoa, per bocca del suo Presidente, pare abbia rischiato grosso dal punto di vista economico, è stata fatta una ristrutturazione sia dei debiti che delle spese e si sta avviando a una situazione di pareggio di bilancio e di ritrovata serenità economica. Non è ancora finito quel periodo ma il termine parrebbe molto vicino. Tra poco inizierà il calciomercato, che entusiasma poco gli uomini che amano il campo e molto gli amanti di gossip e chiacchere a ruota libera. Il campo e i suoi attori stanno lasciando spazio ai vari Criscitiello, Pedullà e Di Marzio. Inutile dirvi cosa io preferisca tra parlare di una diagonale di una palla coperta o parlare di quanti milioni vale mister x e a quanti va venduto per prendere un quarto di mister Y insieme a tre quarti mister z. Tra qualche giorno il calcio, quello vero del Genoa, si fermerà.

Domenica 31 maggio 2015 alle 11:00:14
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