«I problemi permangono ma si respira voglia di costruire»

Tanti i punti toccati dal cardinale Angelo Bagnasco nel Te Deum di ringraziamento

Genova - «Il bene di Genova è il bene dell’Italia: quanto più veloce sarà la nostra città, tanto più risponderà alla sua vocazione strategica per il bene del Paese. Nonostante i problemi che permangono, si respira un’aria di fiducia, di voglia di partecipare e di costruire. Questo capitale dev’essere accresciuto con i fatti. Sono molti i cantieri aperti sul fronte del lavoro, pensiamo alle grandi aziende – una per tutte l’ILVA – pensiamo alle infrastrutture, al porto, alle piccole e medie imprese, al turismo, a sfide endemiche e nuove. Così come si dice da più parti, dei buoni segnali ci sono. Ma nessuno può accontentarsi né illudersi: il piglio e la volontà devono rimanere alti e decisi, soprattutto devono essere alimentati da tutti, singoli cittadini e istituzioni»: lo ha annunciato il cardinale di Genova Angelo Bagnasco nell’Omelia per il Te Deum di Ringraziamento celebrato nella Chiesa del Gesù.

Attività - «Girando spesso per le vie, specialmente per i nostri carissimi vicoli – vedo quanto sia importante la rete dei piccoli commercianti: sono un reticolo di vicinanza alla gente, di specifica solidarietà, un presidio naturale del territorio. Lasciare che questa rete venga dissolta e i piccoli esercizi strangolati è criminale – ha aggiunto Bagnasco - Purtroppo, nel mondo si lascia che ciò accada in nome di interessi immediati. Richiamo l’attenzione di tutti: questo fatto è grave per il presente e, soprattutto, per il prossimo futuro. Ma – se siamo onesti – il fenomeno coinvolge tutti e, pertanto, è nelle mani di tutti, cittadini e istituzioni. Un bene così grande come il riconoscersi nel vicinato, nel quartiere, il chiamarsi per nome, un sorriso e una parola, un interesse seppure occasionale ma che comunque strappa dall’anonimato e immette in una piccola rete di relazioni, che permette di sentirsi appartenenti ad un luogo, ad una piccola società… può essere svenduto? Non sarà possibile reagire creando consorzi specifici per abbattere i costi e resistere? Non sarà possibile intervenire maggiormente sulle locazioni degli esercizi? Non è in gioco l’economia soltanto, ma la qualità della vita di tutti».

Ludopatia - Il porporato ha poi puntato il dito sul gioco d’azzardo: « La Chiesa da molti anni richiama la pubblica attenzione sul fenomeno che, come una nube tossica, avvolge giovani e anziani divorando risparmi e distruggendo famiglie. Perché questo? Perché si è lasciato crescere il fenomeno - possiamo dire - allo stato brado? Quanto lucra lo Stato su questo commercio che invischia i più bisognosi? Si cerca di regolare distanze e concentrazioni di luoghi. È sicuramente un tentativo lodevole: però assomiglia più ad una dichiarazione di resa, piuttosto che a una volontà di sanare il male che contagia come un’epidemia. Si dice che ormai è un’ occasione di lavoro per molti: è vero; ma perché su questioni spinose non si interviene prima, con quella lungimiranza che la politica deve avere per definizione? Forse la ricerca del consenso è più forte del bene del Paese?».











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