Focus Progetto Weenmodels

La progettazione Europea e la SMART CITY

Col passare del tempo gli italiani stanno cominciando ad abituarsi alla raccolta differenziata. Non tutti certo, e non sempre, ma ormai sta diventando un’abitudine diffusa e considerata come, in un certo senso, naturale. Certe raccolte, come quella della carta e delle bottiglie, sono più ovvie e rispettate di altre ma il trend positivo è innegabile.
Una raccolta differenziata specifica presenta però dei problemi organizzativi e logistici seri: i cosiddetti RAEE, rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche. Elettrodomestici, lampade, televisori, radio, videoregistratori, fax e fotocopiatrici – e soprattutto, sempre di più, cellulari e computer. Tutti questi oggetti presentano problemi seri di inquinamento e biodegradabilità, oltre che di recupero di materiali rari o preziosi che possono essere riutilizzati. Dove c’è un problema c’è anche un’opportunità, per esempio di risparmio e profitto, oltre che di salvaguardia dell’ambiente. Lo smaltimento di questi particolari rifiuti presenta quindi problemi particolari e coinvolge una filiera di soggetti più lunga e diversificata, dalla raccolta al riciclo.
In più, l’obsolescenza è più rapida di un tempo e l’abitudine alle riparazioni meno diffusa. I vecchi televisori duravano decenni; ora non più, e spesso si preferisce comprarne uno nuovo, di solito più moderno, piuttosto che portarlo a far riparare. Questo produce una maggior quantità di rifiuti elettrici da smaltire. A Genova, la media di RAEE recuperati è sui 5 chilogrammi, mentre dovrebbe essere di almeno 7.
Un altro aspetto ha a che fare con le dimensioni. Se la maggior parte delle persone si rende conto che non può lasciare un frigorifero – ma anche un televisore o un computer - lì vicino ai cassonetti perché la nettezza urbana se lo porti via, lo stesso non avviene per cellulari, smartphone e tablet – insomma, i RAEE piccoli, fino a 25 cm di lunghezza – vengono spesso gettati via in maniera più casuale.
Proprio questi ultimi sono al centro di un altro progetto finanziato dall’Unione Europea e fatto proprio dal Comune di Genova, il progetto Weeenmodels. Al centro del progetto si trova una piattaforma informatica, gestita dall’Amiu in collaborazione con Tbridge, che permetta ai vari soggetti interessati di incontrarsi e coordinarsi, oltre che di ottenere una una significativa semplificazione degli oneri amministrativi relativi agli adempimenti di legge per la gestione dei RAEE e una riduzione dei costi di raccolta e trasporto.
Analogamente, gli operatori professionali (trasportatori iscritti all’Albo dei Gestori Ambientali, Centri di Raccolta autorizzati) aderendo al sistema di raccolta avranno l’opportunità di espandere le proprie attività con nuovi clienti e servizi.


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