Giampaolo non ci sta: «Sconfitta immeritata. Oggi era importante »

Genova - Un Giampaolo rammaricato si presenta in conferenza stampa, nel post Sampdoria-Lazio. «Cambi sbagliati? I cambi non hanno determinato l'esito della partita, non hanno avuto nessun rilievo negli episodi. Abbiamo commesso due errori evitabili su cui lavoriamo tanto. Non voglio giustificare la sconfitta. È stata immeritata perché la squadra ha fatto una grande partita contro un avversario molto forte, ripeto, molto forte».

«Sono molto rammaricato - prosegue il tecnico - , in vantaggio abbiamo avuto diverse occasioni per raddoppiare siamo stati una cooperativa in campo. Mi dispiace essere qui a discutere per una sconfitta che non stavamo meritando. Volevo mettere fisicità. Quagliarella ha fatto una settimana di antibiotici, Gaston mi ha chiesto il cambio».

Sconfitta che comunque non cambia il pensiero del tecnico. «Per me il bicchiere è mezzo pieno. Devo guardare alla prestazione, ai contenuti. So che il risultato determina altre cose, ma a me la Samp stasera è piaciuta. Sono rammaricato perché ci è sfuggito qualcosa».

La parentesi sui giocatori polacchi. «Bereszynski ha fatto una grande partita soprattutto nell'uno contro uno. Sul piano difensivo ha giocato molto bene, è molto motivato. Kownacki cresce bene, ha numeri. Probabilmente non è pronto per la Polonia A ma si farà. Linetty penso sia un potenziale titolare della Polonia, così come Beres. Kownacki ci arriverà.

«Qualche gol di troppo lo subiamo probabilmente, ma ne facciamo anche qualche d'uno in più. La Samp cresce, ecco perché il risultato di stasera era importante. Non dobbiamo dimenticare da dove siamo partiti e qual è il valore degli avversari. Queste sono squadre forti, tu devi avere la mentalità e la capacità tecnica per potertela giocare. Ad oggi il percorso della Samp è questo. Con qualche battuta d'arresto come Udine e Bologna, ma nei contenuti la squadra c'è sempre stata. Non si viene allo stadio dicendo "oggi perdiamo", si viene allo stadio dicendo "oggi ce la giochiamo"»conclude Giampaolo.


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