Le irrinunciabili offerte del mercato

- Per andare al lavoro prediligo l’autobus. Tutto sommato, quando non è stracolmo e la densità di frequentazione è entro i limiti di accettabilità umana, ciò mi permette di guardarmi intorno con tranquillità, osservare le strade, le piazze, i negozi, il quotidiano trambusto cittadino, sensibilmente smorzato nel periodo di ferie estive. Nel pur breve tragitto casa-ufficio, mi comporto come un turista su quei pullman scoperti che fanno il giro panoramico della città. Mi capita, così, di scorgere con lo sguardo messaggi pubblicitari, locandine, manifesti, promozioni commerciali, affissi su cartelloni ai bordi delle strade o in bella vista su vetrate di banche o negozi. Messaggi ai quali, in altre circostanze e momenti, volgo solo una sguardo distratto. Alcuni di loro generano in me un sorriso, per le frasi e le immagini ad effetto che gli esperti del settore hanno scelto di utilizzare tra le infinite possibili alternative. Nel contempo quegli stessi messaggi mi impongono di riflettere seriamente sul loro intendimento e capacità di captare a tutti i costi l’attenzione di noi cittadini, consumatori finali. Mi pervade, per sintesi emotiva, un sorriso amaro, parafrasando con licenza il famoso film neorealista; una distinta, poco rassicurante sensazione di generalizzata gracilità civica, a fronte del destino (inteso anche nel senso di destinazione) di tali “consigli per gli acquisti” e degli imbonimenti in essi sapientemente racchiusi. Una prima domanda che mi pongo è quanti prestano attenzione a questi messaggi, la seconda quanti in essi ripongono la propria fiducia, considerati alcuni contenuti, ai miei occhi, tendenzialmente vanagloriosi, disseminati di obiettivi fidelizzanti, ottimistici, vuoi euforizzanti. Le mie domande, retoriche, prevedono con tutta evidenza un’unica, possibile, positiva risposta: coloro che commissionano ed investono su tali iniziative comunicazionali sanno quanto noi destinatari finali li apprezziamo e, in parte, ne seguiamo i consigli e ne acquistiamo i prodotti ed in quanti si presenteranno per ottenere i profumi & balocchi in promozione. E non esiste promozione che, rigorosamente, non abbia una data di scadenza, talvolta molto ravvicinata, decorsa infruttuosamente la quale i consumatori vedranno sfumare per sempre l’occasione. Orsù, affrettiamoci, il tempo stringe. Talvolta la capacità di giudizio di noi cittadini può così risultare alterata, travolta, compressa, diciamo meglio confusa, sia dalle (pur legittime) modalità comunicative e grafiche del messaggio sia dall’autorevolezza e notorietà (non sempre corrispondono) di un eventuale testimonial. Ricordiamo sicuro la pubblicità di una grappa, sul cucuzzolo di un monte innevato. In allora ero molto giovane, nonostante ciò mi è rimasta in memoria. Questa l’efficacia pervasiva, questo l’effetto subliminale ed imperituro dei “consigli per gli acquisti” che, confezionati a regola d’arte, hanno su noi cittadini, ancorché infanti. Mai come oggi, corre l’obbligo di validare un concetto anch’esso direttamente tratto da una famosa pubblicità: la fiducia è una cosa serie. Che si dà alle sole cose serie.



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