Richard Branson ospite al Park Tc Genova

Genova - Sono le 7.30 di mattina quando Richard Branson si presenta, con tanto di divisa da gioco aziendale griffata Virgin Voyages, sul campo numero 1 del Park Tennis Club Genova. Dall’altra parte della rete il maestro Marco Kanobelj: “Non sono venuto a palleggiare, ma a sfidarti!”. Le prime parole del magnate britannico, che recentemente ha dichiarato: “Il tennis è uno sport che fa bene agli affari, l’aspetto mentale di questa disciplina mi ha sempre affascinato: hai un avversario dall’altra parte della rete ma in realtà il tuo vero nemico è te stesso. Devi essere forte mentalmente per rendere al meglio e devi essere bravo a buttarti subito gli errori alle spalle”.

E così ha fatto Branson, grande appassionato di tennis fin dalla tenera età, sostenuto da un buon diritto e da un rovescio a una mano da costruire. 5 minuti di riscaldamento, per altro senza provare un servizio, poi sotto, senza paura e riserve, contro l’ostico maestro Marco: “Non ti tirare indietro, colpisci senza pietà, in compenso farò tesoro dei tuoi preziosi consigli”.

Branson ha lasciato a bocca aperta i tanti curiosi che si sono assiepati ai margini del terreno di gioco. Vuoi per la simpatia, vuoi per la tenacia. A 67 anni suonati ha provato, invano, a rispondere ai fendenti di Kanobelj. E poco importa se il match, volutamente giocato da Branson sulla lunghezza di 3 set su 5 (come se fosse un match da torneo del Grande Slam!), è stato stravinto da ‘Kano’ (6-0 6-0 6-1): “A me interessa giocare due volte al giorno e imparare dalle batoste”. La foto di rito, saluti dispensati ai soci di passaggio, una rapida doccia e via in volo verso Londra: “Tornerò Marco – prima di congedarsi – e ti dimostrerò di essere cresciuto di un gradino, perché vincerò un game in più di quello che ti ho strappato!”. Arcigno e determinato come negli affari, Richard.


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