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Ultimo aggiornamento ore 19.30 del 10 Dicembre 2018

«Se dico "danza" a cosa pensi?»: al Teatro della Tosse torna la rassegna "Resistere e Creare"

DAL PALCO ALLA PLATEA
«Se dico `danza` a cosa pensi?»: al Teatro della Tosse torna la rassegna `Resistere e Creare`

Centro - Dal 22 novembre al 2 dicembre il Teatro della Tosse torna ad ospitare la quarta edizione della rassegna "Resistere e Creare", un modo per dare vita a una sinergia tra la danza e il pubblico, senza ostacolo alcuno.

La rassegna - «È un modo per portare la danza a tutti. In questa quarta edizione partiremo da un contest, diffuso dapprima attraverso i social e poi concretizzato attraverso delle interviste fatte al pubblico per strada. Ma a tutto questo bisogna premettere una domanda: che cos'è la danza?». Inizia così la conferenza di presentazione della quarta edizione di "Resistere e Creare", la rassegna che di danza firmata da Michela Lucenti e Martina Petrillo. Quest'anno il cartellone parte da un punto di vista "speciale": rivolgendosi all'analisi del presente, il tutto prende vita a partire dalla multidisciplinarietà, dalla ricerca espressiva e dal tentativo di dialogo con l'intera comunità, non solo con quella teatrale. «Bisogna partire da qui» proseguono le ideatrici: «La danza è una grande professione formale, che però viene percepita in modo diverso da chi danza e da chi non lo fa. Chiaramente c'è differenza tra chi danza e chi balla, ma forse tutti dovremo ricominciare a ballare: la danza è un movimento che viene da dentro e che abbiamo dentro tutti». Nonostante tutto, quindi, «la danza è una manifestazione spontanea, che tutti hanno dentro»: non dobbiamo dimenticare l'arte, ma «portare tutti i suoi contenuti alle persone».

Il cartellone - In questa edizione gli spettacoli proposti sono diversi tra loro, ma vanno tutti nella stessa direzione: «Rompere tutte le barriere che ci separano dall'arte, perché porta con sé una libertà che tutti dobbiamo volerci riprendere». In questo contesto, la danza finisce per diventare una possibilità per cercare di creare una reazione al mondo circostante proprio cercando di riprenderci questa libertà: «Questa libertà è un'urgenza che arriva in scena sotto forma di danza, e noi per creare il cartellone ogni anno cerchiamo di portare in scena l'urgenza bruciante di ogni artista, l'esigenza di portare in scena un segno che rimanga nel tempo. Alla base di questo c'è proprio l'idea di ricreare quello che è il concetto portante della danza». L'obiettivo finale della rassegna è proprio questo: «Per i giovani la danza e la sua storia sono un qualcosa di impolverato, di vecchio, di accademico. Ma se cerca di conoscerla davvero si capisce subito come non sia affatto così. Non è questione di giudicare quello che vediamo nella danza: ci può piacere o non piacere, questo è chiaro, ma dobbiamo cominciare a guardarla senza pregiudizi, senza pensare che non faccia parte del nostro mondo. Bisogna fare un lavoro intellettuale e critico nei confronti della danza che oggi spesso non viene fatto perché considerata un qualcosa di "vecchio" e "lontano". Non è così: dobbiamo e vogliamo chiedere ad ognuno di iniziare a guardarla liberi da ogni pregiudizio».

La quarta edizione - Per il quarto anno di fila, al Teatro della Tosse prenderà vita la rassegna "Resistere e Creare", protagonista danzante della scena genovese dal 22 novembre al 2 dicembre. Quest'anno il punto di partenza è una semplice domanda: «Se dico "danza" a cosa pensi?». Il tentativo sarà quello di ricreare una comunità attraverso la valorizzazione delle differenze, il tutto utilizzando il linguaggio della danza.

Mercoledì 21 novembre 2018 alle 13:00:09
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