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Ultimo aggiornamento ore 21.25 del 10 Dicembre 2019

Amici per finta

Di Massimiliano Barbin Bertorelli

Amici per finta

- C’è ancora qualcuno che si stupisce nell’udire il muto lamento per un’amicizia rivelatasi farlocca?

Questo qualcuno, al contrario, dovrebbe restare sbigottito ed incredulo dinanzi ad una tale ingenuità, visto un canone contemporaneo visibilmente orientato ad un pro-forma sentimentale ed artificioso.

Leggere sul web, ad esempio, l’intervista ad una ragazza, presenza televisiva serale, che dichiara di aver dovuto fingere amicizia per la sua collega in nome dell’audience, può esprimere ingenuità, vera o finta che sia.

Malgrado tutto, voglio considerare certa l’esistenza dell’amicizia sul nostro ammalorato Pianeta. Non per forza un’amicizia farlocca, sotto mentite spoglie, ipocrita e cinica, bensì un’amicizia sincera: anche se il convincimento si oppone alla consueta diffidenza e se richiede una sur-plus di fantasia, di immaginazione.

Nondimeno, pretendere di trovare fertile humus nella frenetica bramosia quotidiana o negli stereotipi in cui i “social-media” infarciscono la nostra vita, è davvero esorbitare in ingenuità.

Molto pervasive le istanze arriviste, molto persistente l’invidia, impervio ostacolo ad ogni sana relazione. Il perenne stato desiderante ed ambizioso costituisce un costante attentato ad ogni forma di sincero sentimento.

L’amicizia presuppone una pro-tensione intimamente convinta nell’idea del “mondo come famiglia”. Per converso, ne è antitetica l’idea di dotarsi di artiglieria & mezzi pesanti, da difesa piombante in stile castello medievale.

Ovviamente, in senso generale, le “tentazioni” sono ben presenti nella nostra esistenza e possono mettere in difficoltà ogni buon sentimento: ma solo quando non ha, nella dotazione di partenza, la solidità strutturale tipica della sincerità.

Nessun alibi in tal senso. Poco o nulla importano le circostanze contrastive che possono sorgere da un contesto: quando l’individuo ha in sé una quota adeguata di sensibilità da rivolgere agli altri, non solo a se stesso, l’amicizia è in grado di attecchire e di animare l’esistenza, non meno del tradizionale “sentimento amoroso”.

In sintesi, se l’amicizia finta esiste da sempre, per proprietà transitiva, esiste anche l’amicizia vera. Entrambe le categorie esistono col supporto delle rispettive priorità: divergenti, nella prima; convergenti, nella seconda.

Tra le due categorie, “la differenza salta agli occhi: l’amicizia vera ha la strada segnata, l’amicizia finta può scartare di lato e cadere”, parafrasando per comodità una canzone di De Gregori.

Talché, ogni sentimento sincero si sostiene con la reciprocità e nella convergenza delle rispettive priorità. Così, ogni sentimento farlocco e fasullo approfitta, per necessità di una parte, del romanticismo o della creduloneria dell’altra.

Per concludere, quando prevale l’interesse materiale, il valore del sentimento dell’amicizia, come ogni altro sentimento, ne esce trasfigurato: null’altro che artificio, sotterfugio.

Domenica 27 ottobre 2019 alle 09:30:50
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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