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Ultimo aggiornamento ore 19.30 del 10 Dicembre 2018

I "luoghi" della ragione

I `luoghi` della ragione

- Si rasenta il banale, ci si espone al ridicolo, nel momento stesso in cui si tratteggia l’esigenza, per ogni essere vivente, di una convivenza intrinsecamente e stabilmente pacifica.

La dimensione dell’ “homo homini lupus” continua ad essere fortemente radicata nell’esistenza mondana, a livello individuale ed a livello istituzionale (d’altronde, come potremmo distinguere i diversi campi d’azione quando è sempre e comunque l’individuo che li compone?).

Diviene quindi difficoltoso convincere (e prima ancora convincersi) che l’evoluzione umana sia un dato di fatto, un risultato fattivamente acquisito, commisurandola in qualche misura all’idea scientista. Ed è ingenuo pensare che l’esito vada, come sarebbe ovvio, a favore di un inscindibile unicum individuo-comunità.

Quanto sopra, nell’esercizio di un “progresso” che pare invece tradursi nell’idea regressiva di una diffidenza generalizzata ed in una economia della mente irreversibilmente alienata.

La micro-idea che gli interessi individuali debbano essere costantemente difesi da aggressori esterni si traspone nella macro-idea che le Nazioni debbano costantemente ricorrere al rafforzamento della strumentazione bellica a difesa dei propri confini economici. Ciò identifica l’astratta benevolenza attribuita alla “pace” e lo scarso appeal che essa esercita sul potere.

Sia come sia, un recente articolo su Panorama di Matteo Spina, riguardante il vigente Trattato
Internazionale Missilistico I.N.F. (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), delinea le circospette dinamiche militaresche che avviluppano i Paesi del Globo.

Dinamiche basate essenzialmente sulla “tensione”: fattore in sé totalmente estraneo ad una effettiva indole pacifica.

Malgrado l’esperienza tragicamente ricorsiva della Storia umana, l’essere umano dimostra, a proprio discapito e con monologante retorica, la costante esigenza di costituire “luoghi” di differenze, distanze, confini e conflitti.

Giacché “il progresso si raggiunge col soggiogamento delle facoltà sensoriali in nome della ragione” (cit.Marcuse), per rivoluzionaria conclusione, pare che sia proprio l’esercizio di questa “ragione” a condurci in tali sulfurei “luoghi”.

Domenica 2 dicembre 2018 alle 10:30:47
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