Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 19.00 del 19 Agosto 2019

Il revival del dialetto genovese

Di Massimiliano Barbin Bertorelli

Il <i>revival</i> del dialetto genovese

- Forse è il momento storico per ri-scoprire nella tradizione un appeal tale da resistere alla convulsa idea contemporanea di esistenza.

Quest’idea adombra l’odierna condizione di trascinamento centrifugo, di allontanamento dal “centro di gravità permanente” (cit. F. Battiato), in contro-misura al “mito del progresso necessario che reputa il moderno sempre migliore dell’antico” (cit. G. Sorel).

Nell’ordito di questo tessuto, si ritaglia la percezione che il cambiamento veloce, susseguente, si combini meglio con tale “progresso necessario” e si innesti perfettamente sulle umane esigenze.

Partecipo la sensatezza di pensare, tuttavia, che le “radici” di ogni cultura locale debbano essere considerate tutt’altro che polloni da estirpare, che rami secchi da eliminare. Queste “radici” danno significato, compongono l’ eredità culturale della comunità.

Una plutarchiana comparazione tra il tipo di vita agreste (la quota sopravvissuta al “progresso”, ovviamente) ed il tipo metropolitano fa subito percepire, nel primo, quanto l’individuo abbia preservato un’indole sociale rassicurata, pacificata, coerente; nel secondo, quanto ne risulti alterato e snaturato il modus vivendi, trasformato da individuo in corpus debile desiderante.

In specie, nell’idea di ri-affermare la tradizione linguistica, si è orientato il contenuto della serata culturale-musicale “Parole e Musica di Liguria”, proposta il 31 luglio us da Film Commission nel bel contesto di Villa Bombrini a Genova, ponendo il revival dell’idioma “genovese”, nel suo uso quotidiano.

Visto che “la tradizione è custodia del fuoco, non adorazione della cenere”, secondo Mahler, e che il processo di globalizzazione pare tendere alla reductio ad unum (anche) in ogni ambito, a maggior ragione non lasciamoci convincere dalla gerarchica supponenza della “lingua italiana” nei confronti del “dialetto”.

Nessun “progresso” deve presupporre la rimozione del “pregresso”, del proprio vissuto sociale.

L’attuale clima individuale urbanizzato deve ambire all’orgogliosa pertinenza della tradizione linguistica, giacché, prudentemente, anche sotto tale ambito, “credere nel progresso non vuol dire credere che il progresso vi sia già”.

Domenica 11 agosto 2019 alle 10:00:22
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Genova


































Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News