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Ultimo aggiornamento ore 20.35 del 20 Aprile 2018

L'arte come valore inappellabile

L´arte come valore inappellabile

- I visitatori delle mostre di pittura non sono tutti esperti d’Arte. Una buona parte sono persone che, semplicemente, trovano diletto nella materia.

Sulla base di questa doverosa premessa, tra le tante altre criticità che sovraffollano la nostra vita quotidiana, non si poteva fare ameno di polemiche pubbliche circa la falsità o meno di alcuni dipinti.

Non tanto perché, a conti fatti, all’utente medio interessi davvero sapere se un dipinto è falso o è vero, quanto perché la questione riconduce diritti diritti all’immediata idea di un ipotetico inganno nei confronti del pubblico.

Ovviamente, a definire certe dispute vengono chiamati esperti accreditati. Non sarebbe in nessun modo pensabile che la materia possa essere oggetto di valutazioni altre se non quelle rigorosamente accademiche (pur con le bio-disparità di vedute che le accompagnano).

L’accreditamento professionale nell’Arte, come in altri ambiti, è una conditio sine qua non in termini di autorevolezza del parere. L’attribuzione di adeguati titoli in capo all’esaminatore è a tal fine un dato essenziale per attribuire il giusto e mediatico peso al giudizio, accreditante o screditante, positivo o negativo.

In specie, attraverso l’attuale controversia sulla ipotizzata inattendibilità di alcuni dipinti attribuiti a Modigliani, esposti alla mostra a Genova in Palazzo Ducale, intendo evidenziare un aspetto ad essa laterale: quanto sia delicato esprimere pubblicamente considerazioni che cavalchino il parametro del dissenso. Quanto sia facile superare la zona trigger e, così, scatenare reazioni, in specie di natura legale, là dove la controparte, bersagliata dalla critica, si ritiene ingiustamente lesa.

Mi prefiggo di notare i limiti di una comunicazione che, se poteva transitare sottotraccia, senza esposizione mediatica, ha visto invece generare lo scontro pubblico, nell’attesa di un verdetto definitivo cui una delle parti dovrà giocoforza soggiacere. Nondimeno, tale soggezione avverrà in modo differente in una parte piuttosto che nell’altra.
Sintetizzando al massimo, la formulazione di un tal contenuto carsico impone l’aprioristica necessità di valutare vantaggi e svantaggi, ben prima che la controversia divenga dibattito pubblico.

In ogni caso, tra le varie perizie (una, recentissima, vedi IlSecXIX del 28 us, conforterebbe la tesi dell’esposto), si giungerà ad una definitiva ragione. E, di chiunque sarà, difficilmente verrà accolta senza strascichi polemici o pubblici rimandi di responsabilità.

In buona conclusione, il particolare tipo di controversia merita una risposta unica e dirimente. Non tanto per fare luce sulla questione (che riguarda perlopiù gli organizzatori), quanto invece per “incorniciare”, in una Società spesso ondivaga, una risposta assoluta ed incontrovertibile. Una volta tanto, un verdetto certo, non solo inappellabile.

Domenica 2 luglio 2017 alle 12:55:51
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