Genova Post La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 21.25 del 10 Dicembre 2019

L'esercizio della scelta

Di Massimiliano Barbin Bertorelli

L´esercizio della scelta

- Talune condizioni sentimentali possono mascherare mancanze. E, quando la condizione diventa condizionamento, tali mancanze non possono essere facilmente mascherate.

Non di rado, le dinamiche tradizionali che la coppia implica e raccoglie in sé, si manifestano, anche nel breve termine, in una loro intellegibile interezza, parafrasando la considerazione di Sartre: “l’uomo è una totalità, non una collezione”.

In buona sostanza, nell’unione affettiva tra individui, in cui ciascuno mette in dote qualità & mancanze, la totalità che ne consegue tende a corrispondere e precipitare nella complessità.

Cosicché, nella moltitudine di in-azioni possibili, le forze di gravità e di coesione non riescono sempre, anche per sottaciute e spicciole esigenze, a concentrare la forza nel nucleo affettivo, nel cuore, sulla base di una originaria e risaputa immiscibilità delle componenti.

A questo punto, sorge legittimo un quesito: perché una società che proclama con impeto e convintamente articola il concetto di libertà, di indipendenza e, soprattutto, di parità tra generi, esprime un così ansante bisogno di “coppia”, tale da far pre-supporre in sé una motivazione debole?

In questa tematica, di cui il film “The lobster” di Lanthimos coglie puntuale pretesa, diviene prioritaria, costi quel che costi, la ri-unificazione delle parti dimezzate, a prescindere dalla loro reciproca adesività.

Si evita, in questa sede, la disputa ideologizzabile tra “matrimonio” o “convivenza”, in cui ciascuna tipologia fa i conti con una serie di condizionamenti, educativi culturali e religiosi, già convergenti sul destino umano fin dall’infanzia.

Si argomenta invece sul concetto di libertà, mutuandolo, per comoda affinità, da un eloquente titolo assegnato al dipinto di Tiziano: “Venere che benda Amore”.

Se, quindi, si volesse credibilmente argomentare sulla libertà della coppia, occorrerebbe pre-vedere una posizione critica distante, irriverente ed irrinunciabile, circa la libertà dalla sua stessa esigenza.

Distanziando così l’obbligo, potremmo (forse) approssimarci ad un più libero esercizio della scelta.

Vale ribadire, in conclusione, un motivo di irriverente inquietudine: pensare che una stessa condizione possa accogliere l’unanime felicità. E che nel suo ordito ciascuno possa trovarvi soddisfatta collocazione.

Tanto più quando l’esito pare, dopo poco, comporsi nel tentarne ogni genere di fuga.

Domenica 17 novembre 2019 alle 10:00:24
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Genova


































Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News