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Ultimo aggiornamento ore 14.45 del 19 Gennaio 2020

L'irrinunciabile sé

Di Massimiliano Barbin Bertorelli

L´irrinunciabile sé

- Convenzioni, tradizioni, usi, costumi, regolano, fin dalla nascita, l’esistenza dell’essere umano.

Stante ciò, l’idea di estraniarsi d’emblee dagli effetti di questo arcaico antro risulta tanto implausibile quanto improbabile: possiede il tono canzonatorio ed auto-illudente di quando ci si appresta ad osservare con straniera distanza e giudicante soggettività l’aggregato umano, di cui giocoforza si è parte.

Anche nelle circostanze che usualmente meno dispongono a tale rivoluzionario estraniamento e che, per converso, più ci assiepano in nome di una comunanza artificiosa, non è difficile ri-trovarne, parallelamente, un’essenza alternativa.

Sgombrando il campo da pre-concetti, evitando cioè l’atteggiamento di chi sempre pensa di pensare giusto, di chi è più attento al “chi” che al “cosa”, tentare di comprendere tale essenza può essere un utile esercizio di stile.

Proprio perché, con frequente evidenza, ciò, se accade, accade senza entusiasmo: viceversa, riscuote sconcerto, persistendo in ciascuno la possibilità di rilevare nel singolo agire il lato ambiguo.

In linea con taluna brama alchemica, possiamo sempre mescolare tra loro opposti sentimenti, in un transito umano che si svolge e si compie tra abitudini individuali e dettami gregari, tra modalità artefatte ed emozioni stereotipate.

Un transito che traspone la bizzarra utilità, liberatoria e cinica (solo in apparenza), di spingere le modalità dell’esistenza oltre i registri della consuetudine.

La circostanza, a prescindere dalla personale disposizione d’animo, non sempre rivela effetti favorevoli e risolutivi, a patto di non assegnar loro un alterato significato. Scaturisce così quell’ esperienza umana che connette un’opzione ilare accanto ad una seriosa.

E visto che il significato di “opzione” dispone un qualche credito alla scelta, ad esempio tra consueto ed inconsueto, tra credo ed eresia, possiamo scegliere di renderci fautori del paradossale, dell’anomalo, disponendoci inversamente rispetto al pensiero comune.

Una inversione che non è né offesa al buonsenso, né ingiustificato nichilismo.
Semplicemente, rivendicare il proprio irrinunciabile .

Domenica 8 dicembre 2019 alle 10:50:28
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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