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Ultimo aggiornamento ore 11.00 del 15 Dicembre 2019

La logica da bottega

Di Massimiliano Barbin Bertorelli

La logica da bottega

- In un concetto estensivo e manicheo di “insegnamento” possono allignare e convivere due opposte realtà: da un lato, quella altruistico-didattica di comunicare e trasmettere ad altri ciò che si sa (e si è), con tutti i buoni intenti che la sacralità della circostanza merita; dall’altro, quella implicata ed implicita nel comportamento di un docente auto-celebrativo ed auto-referenziato, che vuole tramandare ai posteri il proprio “ego”, piuttosto che il gratuito riversamento della personale conoscenza.

La questione traduce, non di rado, il tipo di difficoltà in cui incorre ogni fase di passaggio di consegne, anche solo in ambito lavorativo, laddove il possesso di cognizioni ed esperienza diviene una condizione da gestire e conservare da parte del possessore, anteponendo a tutto il fine personalistico.

Per analogia, non è raro che l’eredità generazionale di competenze e ruoli si manifesti con una presa salda da parte dell’ anziano, con la gelosa preservazione della rendita di posizione. A sottendere l’esclusione fattiva di qualsivoglia delega o con-cessione.

In sostanza, prefigurando le individuali vicende, la logica da bottega, memento di un’italica artistica cultura, non è esattamente la logica in corso. Ad oggi, nessun Cimabue vorrebbe che Giotto diventasse Giotto. E, se anche fosse in grado di subodorarne il talento, lo giudicherebbe inidoneo. Oppure, lo convertirebbe per sempre ad un ruolo a sé subordinato (e sottopagato).

Una chance alternativa, per cialtronesco costume umano, la si può trovare nelle satiresche dinamiche maschio-femmina (e possibili varianti), in forza delle quali la passaggio di “eredità” si facilita magicamente per l’interferenza di intenti pulsionali di altra specie.

In generale conclusione, il passaggio di consegne, che si dispone in qualsivoglia turn-over, ha motivo di trovare ostacoli, non di rado impervi.

Tale personale e provocatoria percezione vuole indurre a riflettere sulla possibilità che a (quasi) nessuno, a prescindere dall’età e dal livello, interessi condividere il proprio sapere ed agevolare il percorso altrui: salvo quando, a ribadire il concetto, non sussista un tipo di “legame” tra le parti che costituisca un vantaggio per il proprio ego, per la propria narcisistica esistenza.

Domenica 20 ottobre 2019 alle 10:45:34
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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