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Ultimo aggiornamento ore 20.35 del 23 Ottobre 2019

La modalità lagnanza

Di Massimiliano Barbin Bertorelli

La modalità lagnanza

- La propensione umana alla “lagnanza”, intesa come metodo personale di comunicare, declina in sé un’ idea di redenzione, che, in un certo qual senso, si può associare alla dimensione interiore, religiosa, laddove, per Canetti, il Cristianesimo è, prima di tutto, la “religione del lamento”.

D’altro canto, tale idea, laicamente ricondotta al proprio contesto di riferimento social-affettivo, pare non sempre imprimere un miglioramento per l’enunciatore: ciò rafforzando la provocatoria affermazione secondo cui “la preghiera di un individuo triste non ha la forza di salire a Dio”.

Questo porterebbe a comprendere, sia il motivo per cui un grande numero di invocazioni, in quanto supplichevoli e lamentose, non giungerebbero al traguardo, sia il motivo per cui si dà per esaudite solo una parte del già risicato numero di istanze pervenute.

Il tutto a ribadire le difettose modalità che contrassegnano le pie elevazioni.

D’altronde, ogni forma di supplica, di preghiera, avrebbe poco senso se non avvenisse nella considerazione di “un universo creato”, laddove altrimenti risulterebbe oscuro trovare un “destinatario” di cui “attirare l’attenzione”. Salvo il reperirlo, a caso, volta per volta, tra i conoscenti.

Semplicemente, la questione consta nella mera rappresentazione di una personale forma emotiva auto-afflitta e della sua scarsa efficacia comunicativa.

Si attenzioni infatti l’esito (terreno) di tali invocazioni, inattesa l’eventualità mondana dell’intervento soprannaturale, visto che il presupposto originante tende a permanere sostanzialmente immutato nella sua esposta criticità.

In breve, rispetto al perdurante esercizio di un dissidio esistenziale, pare evidente quanto risultino vane talune istanze e quanto inconcludenti talaltre risposte.

Si indaghi pure nel merito, volendo. Tuttavia, si eviti per quanto possibile l’uso di circonlocuzioni strazianti, di giaculatorie che, se anche comprensibili come sfogo, risultano però controproducenti all’atto pratico, insopportabile verbosità.

Domenica 2 giugno 2019 alle 10:45:53
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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