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Ultimo aggiornamento ore 11.30 del 16 Novembre 2018

La tensione dell'accumulo

La tensione dell´accumulo

- Assurge ad onore di stampa il termine di “anarco-capitalismo”.

In quanto tale, esso tende drammaticamente a riassumersi nel modus, sistematico e tangibile, con cui si svolgono le vicende umane contemporanee. Una deriva su cui riflettere e che se, da un lato, pare alimentare la brama di possesso che aggioga una predatoria elite, dall’altro, depaupera e preda la stragrande altra parte dell’Umanità.

In buona sostanza, da ciò si degenera nel desiderio d’una illimitata libertà d’azione, nell’idea di svincolarsi da restrizioni per garantirsi obiettivi materiali. Obiettivi funzionali alla dominante idolatria per la proprietà privata, contrapposta alla infida dimensione del condividere.
Insomma, una scelta dagli estenuati ed effimeri esiti, che prospetta ed ultra-rafforza un implacabile individualismo, per cui una parte dell’umanità, illusa dalla smania del possesso, trova, proprio nella ossatura capitalistico-consumistica, il vero ostacolo al significato della propria esistenza.

In altri termini, la viscerale dedizione all’esaudimento delle proprie esigenze scardina le dinamiche effusive di ogni idea altruistica e donativa. A riprova, impera, anche nella cultura giuridica, la cosiddetta “ermeneutica del sospetto”, l’idea, cioè, che ogni buona azione abbia insito un opposto fine.

Alla resa dei conti, più devolviamo la nostra esistenza ad una forma privata ed esclusiva e sacrifichiamo il nostro io all’esposizione sociale di sé, più ci allontaniamo dalla condizione di aderenza.

D’altronde, metaforizzando all’insegna del consumismo più anarchico, quando dotiamo casa di serramenti blindati ed allarmi per impedire effrazioni di sorta, significa, all’atto pratico, esserne noi stessi prigionieri.

Cosicché, secondo la dinamica capitalistica, se l’idea di accumulo pare concedere il massimo grado di libertà di esaudire ogni desiderio, è proprio l’accumulo, per la tensione che crea, a renderci prigionieri.

In conclusione, nostalgico dell’antica saggezza, cito Epicuro, nella sua ipotesi che “il desiderio illimitato è il principale ostacolo alla felicità”.

Domenica 8 luglio 2018 alle 10:20:26
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