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Ultimo aggiornamento ore 13.30 del 18 Ottobre 2019

La testimonianza della comunità

Di Massimiliano Barbin Bertorelli

La testimonianza della comunità

- Ulrich Von Hassell è stato un autorevole membro della Comunità Evangelica Luterana di Genova dal 1911 al 1914 ed un protagonista della resistenza contro la dittatura di Hitler: partecipò al tentativo, fallito, di attentarne alla vita il 20 luglio 1944.

In base alla premessa, domenica 8 settembre, presso la Chiesa Evangelica Luterana di via Capolungo in Genova Nervi, si è svolta la cerimonia commemorativa per il 75° anniversario della morte di questo coraggioso protagonista.

Senza addentrarci, al momento, nel rappresentarne precisamente i lineamenti biografici, nondimeno la sua personalità già ri-emerge a simbolo di civiltà, in risposta all’infausto contesto storico in cui la deriva nazionalsocialista hitleriana precipitò la Germania.

In tale celebrazione aleggiano i tantissimi eventi tragici bellici, indelebilmente impressi nella memoria, che hanno incistato ed inquinato Germania, Europa, Mondo intero. E che hanno stroncato l’esistenza di un’immensità di individui.

In tal senso, la condanna a morte di Ulrich Van Hassell, dopo un processo brevissimo e sommario, fu perpetrata l’8 settembre 1944.

Sulla base della notabile circostanza, da trattenere e conservare ad immemore ricordo, l’inaugurazione di una lapide nominalmente intestata ha costituito una emozionante ri-attualizzazione dell’accadimento, in cui la Comunità ha conclamato il proprio emotivo coinvolgimento, la propria adesione ad esecrare, ad aborrire le atrocità commesse.

Un’adesione solidale, tutt’altro che retorica, laddove é pertinente la personale sensazione di sentirmi “allevato” da tale sinfonia corale, in ambiziosa analogia con la descrizione del poeta Honderlin, quando si sentiva “allevato dall’armonia del bosco”.

Un recupero di condizione ancestrale, un ricordo salvifico e rigenerante, tutte esperienze insite in una liturgia che sospinge al richiamo delle proprie origini comunitarie, come già ebbe a dire Wilhelm von Humboldt, uomo di stato tedesco, citato nella relazione della pastora Elisabeth Kruse: “solo chi conosce il passato ha un futuro”.

Questo senso di appartenenza alla famiglia umana è fortemente implicato nell’intensità della celebrazione. Nella “percezione immacolata”, scomodando Wittgenstein, di sentirsi parte di un tutto. Nella testimonianza irrinunciabile di memoria individuale da parte di una mai sopita coscienza collettiva.

Domenica 15 settembre 2019 alle 11:30:50
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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