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Ultimo aggiornamento ore 18.00 del 16 Novembre 2019

La volpe & il pollo

Di Massimiliano Barbin Bertorelli

La volpe & il pollo

- Vi sono condizioni che, più di altre, portano a comprendere ed a giustificare, in qualche misura, un allontanamento dalla vita sociale, la predilezione per una modalità appartata.

Ciò incornicia una possibile soluzione al costante affondo (ed affronto) delle percepite avversità quotidiane, quando si incolonnano, l’una dietro all’altra, simili ad automobili nel traffico cittadino.

E’ piuttosto diffuso ritenere che tale solitaria soluzione, afflitta e conflittuale, venga esaltata come una opzione sensata, una risposta adeguata avverso un ritmo alieno ed alienante.

Non a caso, proliferano svariate discipline esoterico-trascendentali, mutuate dall’estremo oriente, attraverso cui trovare vantaggio mediante l’esercizio meditativo.

SI appalesa, in tutto ciò, la diabolica (etimologicamente, divisiva) inter-azione tra “rapporti di mercato” e “rapporti sociali”, con la conseguente liceità di supporre che l’assetto socio-culturale contemporaneo sia inidoneo, se non antitetico ad un concetto plausibile e percorribile di “comunità felice”.

Un concetto estraneo ed inattuale, inibito da un individualismo di massa, citando Pasolini, che si erge ad insormontabile barriera tra le persone.

Ci abbaglia e falsamente ci ispira una quotidianità senza mancanze visibili, come una lama di luce, attraverso una finestra socchiusa, ispira la speranza in una giornata di sole.
Intriga ed illude un egoismo “alla Stirner”, che vagheggia e prospetta unicamente, in realtà, l’ illudente condizione di “libera volpe in libero pollaio” (cit. J.Joice).

Fatto sta che, con discreta probabilità, in tale opzione tra libera volpe e libero pollo, la condizione di libertà dell’uomo contemporaneo sia, malgrado tutto, indistintamente assimilabile ad entrambi.

Sia come sia, l’esito di questa “apologia della libertà”, aleatoria ed ingannevole, si àncora sull’idea che chiunque, nel suo beneamato arbitrio, possa sempre diventare qualcosa di altro e di meglio, anche a discapito dell’altro.

Un siffatto clima convince entrambe le categorie, a vario titolo afflitte dal “virus materialista”, di essere libere. E di poter trarre felicità dalle opportunità offerte dal mercato, di cui, in realtà, tanto la volpe quanto il pollo, sono schiavi.

Domenica 3 novembre 2019 alle 09:45:26
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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