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Ultimo aggiornamento ore 20.35 del 23 Ottobre 2019

Una sana e consapevole reazione

Di Massimiliano Barbin Bertorelli

Una sana e consapevole reazione

- L’idea che i giovani siano apatici, disinteressati alle vicende del mondo ed alla società, estranei a morale ed etica, è sostanzialmente una bufala, una fake-news: vuoi per la generalizzazione che contraddistingue la premessa, vuoi per la fonte poco accreditata di tale idea, che risente più dei pregiudizi “estetici” degli adulti, che non dell’esigenza di voler davvero comprenderne il contesto culturale e le modalità agenti.

Le giovani generazioni, confluite in quell’ampio alveo che contiene dai quindicenni ai trentacinquenni, rispondono con categorica veemenza al richiamo ambientalista, in difesa di una Terra atrocemente oltraggiata dall’azione, predatoria ed improvvida, dell’umano adulto.

Nei giovani si scorge una sana e consapevole reazione avverso tale aberrante destino. Nella sensibilità ambientale, essi intuiscono che l’“altruismo” ha positive ricadute sugli eventi individuali. E che l’inesorabile dissennata crescita capitalistica conduce ad uno sfruttamento smodato ed inarrestabile del Pianeta. E, con esso, alla decrescita in-felice, diversamente da quanto afferma Latouche.

In proposito, anche qualora si adducesse che anche altri, nel passato più o meno recente, si sono coinvolti a favore dell’ambiente, ciò avrebbe per certo una quota di fondatezza: tuttavia, le circostanze intervenute potrebbero ricordare, per sfrontato raffronto, ciò che, in epoca imperialista e colonialista, l’Orientalismo fu per l’Occidente: un sistema di idee utile a divulgare, nei tanti scritti e congressi, la demarcazione di un Oriente subalterno e sfruttabile.

Analogamente, l’“ambiente” pareva infatti Illimitatamente sfruttabile, malgrado ogni virtuale contrapposizione esibita talvolta sotto vesti congressuali, tali da citare Baudrillard quando considera “i congressi utili al progresso del sapere quanto le corse dei cavalli al progresso della razza equina”.

Sia come sia, è stolto ribattere alla generalizzazione con un’altra generalizzazione. Tuttavia il permanente radicamento ad ideali materialisti, tipicamente consumistici, porta con sé l’esito di un suo evidente legame con l’idea di un utilizzo scriteriato, individualista ed econometrico delle “risorse” (rilevando già nel termine “risorse” la sua originaria negativa intenzione).

In termini di priorità d’Agenda, una concreta difesa dell’ambiente, in primis, va, in secundis, saldamente correlata alla sconfessione, alla dichiarazione di fallimento, del “progresso” in atto.
Quindi, in virtù di un’etica antropologica, l’idea di perseguire il primo punto non può trascurare di intervenire sul secondo.

Domenica 16 giugno 2019 alle 10:40:59
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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