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Ultimo aggiornamento ore 19.30 del 10 Dicembre 2018

#Sorellanonseisola. NonUnaDiMeno sul caso Habanero: «È la norma, queste cose si insabbiano. Ma ora basta scuse»

#wetoogether
#Sorellanonseisola. NonUnaDiMeno sul caso Habanero: «È la norma, queste cose si insabbiano. Ma ora basta scuse»

Genova - «Pecunia non olet, il marcio sì». Inizia così il post lanciato su Facebook da NonUnaDiMeno in merito alla questione Habanero. Tutto è nato lo scorso 20 novembre, quando il leader dei Diaframma Federico Fiumani ha annunciato pubblicamente tramite Facebook l'annullamento della data di Genova del loro tour - inizialmente prevista per il 25 aprile - a causa di «quello stronzo che picchia le donne». Con questo post Fiumani faceva chiaramente riferimento a Emanuele "Habanero" Podestà, finito al centro di una vera e propria bufera mediatica per una delle peggiori accuse di cui ci si possa macchiare: molestie sessuali.

La risposta di NonUnaDiMeno - «Io non suono nei Festival organizzati da gente che picchia le donne, le manda all'ospedale, le tiene segregate in casa per due giorni, gli spegne sigarette in faccia e le aggredisce per strad. La città è Genova, e il festival si svolge verso la fine di aprile». Parole forti quelle mosse dal leader dei Diaframma contro Habanero, l'organizzatore del Supernova festival di Genova, accusato di molestie sessuali. «Io avrei dovuto suonarci il 25 aprile» continua Fiumani «ma ho annullato la data appena ho saputo da amici genovesi fidati che razza di stronzo è la persona in questione. Se ci suonate sapendo che razza di merda è l'organizzatore, avrete tutto il mio disprezzo».
Nel pieno della bufera, non tarda ad arrivare neppure la risposta delle attiviste di NonUnaDiMeno - Genova che - sventolando orgogliosamente la bandiera-hashtag #wetoogether - si schierano ancora una volta dalla parte delle donne vittime di violenza, invitandole a denunciare, a non stare zitte, a farsi valere nonostante l'omertà dilagante nella nostra società. «Questa è l'ennesima occasione per ricordare che di queste cose non si parla mai, si insabbiano»: sono queste le prime parole del post, un post che fa riflettere e che - solo a pensare a quale orribile mondo ci sia dietro - mette i brividi. «Vorrebbero farci credere che a tutto questo dovremmo far l'abitudine, come sembrerebbe pretendere chi sapeva da tempo e si è girato dall'altra parte. Chi poteva isolare e mettere in difficoltà il violento ha invece preferito sminuire e non credere a chi la violenza l'ha subita e raccontata. Era più comodo non pensarci troppo e andare comunque a sentire il concerto, godersi la serata». Parole forti, che fanno riflettere: parole che fanno male, perché purtroppo sono vere. «Questa storia» concludono «è finita in prima pagina e costringe tutte/i a guardare in faccia ciò che la società sceglie ogni giorno di non vedere».

L'invito finale è lo stesso fatto da Fiumani: restituite i biglietti, boicottatelo, fatelo per le sue vittime. «Invitiamo tutte/i quelle/i che hanno già acquistato un biglietto per i prossimi eventi organizzati da Podestà di richiederne il rimborso, di non partecipare alle future iniziative, e a chi ha fatto finta di niente, continuando a suonare per lui, lavorare con lui, salvo poi saltar giù dalla nave che affonda, salvando faccia e incasso diciamo: BASTA SCUSE!»



Venerdì 23 novembre 2018 alle 10:46:00
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