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Ultimo aggiornamento ore 21.25 del 10 Dicembre 2019

A Villetta Di Negro una nuova panchina, rossa contro la violenza di genere

A Villetta Di Negro una nuova panchina, rossa contro la violenza di genere

Genova - Gli alunni delle classi di seconda media delle sezioni B e C della scuola media Bertani sventolano le locandine con il numero verde antiviolenza 1522, in un flash mob improvvisato, al termine della ‘cerimonia’ di inaugurazione della panchina rossa che spicca nel verde di Villetta di Negro. Sono accompagnati dalle insegnanti Corinna Barattini e Mariella Cerofolini che, con i bambini di queste due classi, hanno fatto un percorso di preparazione a questa insolita ‘lezione’ en plein air.

«Stiamo cercando di coinvolgere le scuole genovesi perché è un grande cambiamento culturale quello che vogliamo effettuare ed è quindi importante coinvolgere le nuove generazioni e insegnare loro fin da piccoli i principi del convivere civile – spiega l’assessore alle Pari Opportunità Giorgio Viale che ha intrattenuto i ragazzi in maniera informale e coinvolgente –. Quindi oggi sono molto contento di aver gli alunni della scuola media Bertani all’inaugurazione di questa nuova panchina rossa che è una delle 12 che inauguriamo quest’anno e che si aggiungono alle sei già inaugurate l’anno scorso. Così avremo sempre più punti della città che sono sia luoghi di promozione del numero verde antiviolenza 1522, sia luoghi fissi e stabili che rappresentano la volontà dell’Amministrazione di combattere la violenza di genere e di cercare di coinvolgere sempre più persone in questa lotta, e soprattutto dare una speranza alle donne vittime di poter uscire dalla violenza».

Il Comune di Genova sta pubblicizzando il numero 1522 anche grazie ai commercianti, attraverso più di duemila locandine esposte in moltissimi negozi. Al 1522 fanno capo tutti i centri antiviolenza e chi lo chiama viene in contatto con persone esperte che possono consigliare al meglio le vittime di violenza non solo fisica, ma anche, economica, costrittiva e psicologica. L’utilità di questo numero la spiega bene Romina Soldati, del Centro per non subire violenza: «Le richieste di aiuto sono in aumento: sono quasi mille le donne seguite dai nostri due centri, con servizi che vanno dalla consulenza legale a quella psicologia, ma soprattutto al percorso per uscire fuori dal disagio che, ci teniamo a dirlo sempre, è un momento di disagio da cui si può uscire, si può lavorare per fortificarsi perché purtroppo la violenza toglie le sicurezze. E i centri antiviolenza ci sono proprio per ristrutturarci e fare un percorso di uscita dalla violenza».

Il momento più toccante della mattinata è stato quello in cui l’attore Giorgio Scaramuzzino, è intervenuto dal pubblico nei panni del padre di una donna vittima di femminicidio. Una mamma, uccisa dal padre dei suoi figli figli. I bambini hanno ascoltato attenti, in silenzio: forse perchè era facile identificarsi nei due fratellini raccontati dal nonno. Solo alla fine, con un grande applauso forse liberatorio per tutti, si è capito che la storia raccontata fa parte dello spettacolo “Mia-Maschi Violenti e Donne Violate'’ dedicato al tema del femminicidio e della violenza sulle donne. Lo spettacolo, con la regia dello stesso Scaramuzzino, debutta, non a caso, lunedì 25 novembre alle 20.30 al teatro Duse.

Mercoledì 27 novembre 2019 alle 09:00:44
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