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Ultimo aggiornamento ore 08.20 del 20 Novembre 2018

Discariche abusive, il Comune chiede aiuto: «Parte delle aree Amiu è sotto il Morandi, i cittadini facciano la loro parte» | Video

"DENUNCIATE I TRASGRESSORI"
Discariche abusive, il Comune chiede aiuto: «Parte delle aree Amiu è sotto il Morandi, i cittadini facciano la loro parte»<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/videogallery/discariche-abusive-il-problema-persiste-i-cittadini-facciano-la-loro-parte-2057.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Video</a></span>

Genova - Il problema delle discariche abusive continua a tornare sia in città che nei quartieri collinari non cittadini. Tra le zone più colpite ci sono sicuramente Cornigliano, via Siffredi a Sestri Ponente e Certosa, ma i quartieri collinari non se la passano tanto meglio.

La questione - «Nel medio ponente la situazione rifiuti ingombranti va avanti da anni» spiega il consigliere della Lega Fabio Ariotti «e la cosa è più marcata soprattutto nei quartieri collinari e nelle periferie: il quartiere delle lavatrici, Voltri, Dinegro, Begato, il Cep di Pra’ e tutti gli altri sono tra i più colpiti dal fenomeno. Nonostante la presenza di telecamere riesca spesso a fare da deterrente, questi episodi di civiltà sono sempre più frequenti: servirebbe un progetto mirato che blocchi fin dal principio gli incivili che continuano a scaricare rifiuti ingombranti dove non possono. Sappiamo che è prevista l’installazione di nuovi impianti di videosorveglianza, ma nel concreto ad oggi quali sono i progetti futuri in merito?».
Non tarda ad arrivare la risposta dell’assessore all’Ambiente e Rifiuti Matteo Campora: «Su alcune vie» spiega «come quelle di Sestri e di Cornigliano siamo intervenuti già nei giorni scorsi. Purtroppo ci siamo trovati ad affrontare una duplice situazione tra prima e dopo 14 agosto, e la cosa ha complicato ulteriormente la questione». Prima del tragico crollo di Ponte Morandi, infatti, «il fenomeno esisteva già, ma dopo ha assunto dimensioni ancora più importanti» afferma l’assessore. I motivi di ciò sono oggettivi: «Dopo il crollo del viadotto» continua Campora «Amiu ha perso 30mila metri quadrati, perché le strutture per gestire la Valpolcevera e il ponente non ci sono più. Da qualche giorno abbiamo ricevuto le autorizzazioni necessarie per la creazione di nuove aree, ma non va dimenticato che Ecolegno – la società partecipata al 51% che gestiva il recupero degli ingombranti per conto di Amiu – è rimasta sotto il moncone ovest del Morandi, così come una delle quattro isole ecologiche della città». Ma i problemi non finiscono qui: «I siti stoccaggio degli ingombranti» spiega infatti l’assessore «devono essere collocati in posti ad hoc. Le cose da fare sono molte, ma da fine settembre sono ripartiti i recuperi stradali: si pensi che dal 27 settembre al 19 ottobre sono state recuperate circa 35 tonnellate di materiale a Levante e 80 a Ponente, che – sommate a quelle raccolte in altre aree della città – portano complessivamente a 129 tonnellate di rifiuti».
«È uno sforzo importante» conclude l’assessore «e in questo momento comporta anche un affidamento a terzi, perché la filiera non esiste più. Tutto questo rappresenta un costo: prima lo smaltimento degli ingombranti costava un po’ più di 100 euro a tonnellata, e questo proprio perché gestito da una società facente capo ad Amiu, ma ora i prezzi sono raddoppiati. Amiu sta agendo sul territorio, ed entro gennaio avremo anche una ventina di telecamere che potranno servire a identificare i trasgressori. In questo scenario, però, è necessario che ciascuno di noi non giri la faccia dall’altra parte quando si trova davanti a episodi del genere: se vediamo camioncini con cittadini (che non andrebbero manco chiamati così) scaricare roba dove non dovrebbero non bisogna far finta di nulla. Deve essere un’azione di collaborazione tra cittadini e amministrazione, perché altrimenti non si può andare avanti».

Martedì 23 ottobre 2018 alle 16:30:24
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23/10/2018 - Discariche abusive, il problema persiste: «I cittadini facciano la loro parte»



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