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Ultimo aggiornamento ore 09.00 del 21 Agosto 2018

Divieti restrittivi e sanzioni salate nel centro storico: la finta ordinanza fa il giro del web

ORDINANZA "COMUNALE"
Divieti restrittivi e sanzioni salate nel centro storico: la finta ordinanza fa il giro del web

Genova - «Si fa divieto assoluto, dalle 9.00 alle 19.00, nella zona compresa tra piazza Cavour, stazione Marittima e piazza Sarzana (o Sarzano, a voi la scelta)» di fare puzzette, mettersi le dita nel naso o girare con "orride borsine da supermercato". E chiunque trasgredisca l'ordinanza dovrà sottostare a sanzioni molto severe: multe da 200 e 2000 euro, se non addirittura la revoca della residenza.

La finta ordinanza - Siete incappati anche voi in questo manifesto - con tanto di logo del Comune di Genova - affisso sui muri del centro storico? Si tratta chiaramente di uno scherzo, ma è davvero ben architettato: a un primo sguardo veloce, infatti, potrebbe quasi sembrare vero, soprattutto perché evidentemente ispirato alle politiche anti-degrado che la giunta Bucci sta prendendo per i vicoli. Proprio venerdì scorso, ad esempio, sono state presentate le bodycam, che - secondo gli autori dello scherzo - saranno utilizzate da «apposite pattuglie della polizia locale che vigileranno sul rispetto dell'ordinanza».
L'ordinanza in sé intima il divieto assoluto - dalle 9.00 alle 19.00, nella zona compresa tra la Stazione marittima, piazza Cavour e piazza Sarzana (o Sarzano, come preferite) - di
1. «Circolazione con orride borsine da supemercato o simili, che induce l’immagine di città disordinata. In loro vece si disponde l’utilizzo di eleganti borse monocrome, color écru messa a disposizione dallo sponsor ufficiale e in distribuzione gratuita telefonando al n 0106677880 o inviando una mail al gabinetto del sindaco».
2. «Emissione e diffusione di rumori e odori fastidiosi e molesti quali flatulenze e eruttaziono, nonché ogni atto sconsiderato di esplorazione nasale digitale».
3. «Profusione di linguaggi che, per oscenità del contenuto o per implicita cacofonia fonetica, possano risultare molesti all’udito dei visitatori. Sono da intendersi proibite quindi ingiurie, bestemmie, dialetti e lingue nazionali di paesi non comunitari».

Per il momento non si conosce l'identità degli autori di questo ingegnoso scherzo. Ciò che goliardicamente è certo è che sia il numero che la mail riportati sul manifesto risultano essere realmente esistenti.

Martedì 7 agosto 2018 alle 10:30:44
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