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Ultimo aggiornamento ore 20.20 del 8 Dicembre 2019

Farmacie ospedaliere, ecco il monitoraggio di cittadinanzattiva

Farmacie ospedaliere, ecco il monitoraggio di cittadinanzattiva

Genova - Oltre il 70% dei cittadini si dichiara soddisfatto del servizio pubblico di farmacia ospedaliera, perché giudica professionale e disponibile il personale preposto e sufficientemente garantito l’accesso ai farmaci. Orari di apertura delle farmacie ospedaliere, così come informazione e comunicazione al momento della consegna delle terapie sono invece le due aree su cui si dovrebbe intervenire per una maggiore garanzia dei diritti dei pazienti. Emerge infatti
che sebbene oltre una farmacia su tre sia aperta almeno sei giorni a settimana, solo una su quattro garantisce l’orario continuato. E sul fronte della informazione, sebbene gli stessi farmacisti lo ritengano parte fondamentale del proprio ruolo, il cittadino afferma di riceverla più dal proprio medico (nel 52% dei casi) che dal farmacista (38%). Su entrambi gli aspetti pesa sicuramente la carenza di personale, denunciata dai direttori responsabili del servizio, che interessa per il 43% il servizio di erogazione al pubblico e per il 63% le aree di counseling, informazione e comunicazione.

Sono questi i principali aspetti che emergono dal Monitoraggio civico delle farmacie ospedaliere. Focus sulla distribuzione dei farmaci, presentato oggi a Genova da Cittadinanzattiva nell’ambito del XL Congresso nazionale SIFO.

“Con questo primo monitoraggio, Cittadinanzattiva contribuisce a dare una fotografia, dal punto di vista dell’organizzazione e del funzionamento, del servizio di farmacia ospedaliera, perché solo partendo dai dati possiamo capire gli elementi di forza e i punti di debolezza e ragionare su standard di qualità”, dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. “Quello che sta a cuore alla nostra organizzazione è che, durante tutto il percorso di cura, sia garantito l’accesso alle terapie farmacologiche in qualità, in sicurezza e in tempi certi e celeri. Dai dati abbiamo rilevato che ci sono fattori che ostacolano e rallentano l’accesso ai farmaci e ai dispositivi; è prioritario, quindi, attivare azioni di miglioramento che puntino a costruire un servizio sempre più attento e più a misura di cittadino. Perché ciò si realizzi, e questo è un obiettivo su cui la nostra organizzazione lavora ed è impegnata da anni, è fondamentale che ci sia una integrazione tra tutte le professionalità coinvolte, sia il farmacista ospedaliero sia quello di comunità”.
“Abbiamo partecipato con entusiasmo e convinzione al monitoraggio proposto e realizzato da
Cittadinanzattiva”, ha sottolineato Simona Serao Creazzola, presidente SIFO, “La nostra
professione da anni sostiene la necessità che tutta la sanità diventi trasparente, per entrare in un rapporto nuovo con le forze sociali e con i diretti interessati, cioè i malati.

In questo senso, il monitoraggio ci indica qualcosa di chiaro perché il paziente e la sua famiglia si attendono cose specifiche dal farmacista ospedaliero, riconoscendogli un ruolo di riferimento nell’ambito del percorso di cura. Come dicono le cifre della ricerca, i malati si attendono e chiedono al farmacista ospedaliero una maggiore presenza proattiva rispetto all’informazione
sull’uso razionale e appropriato del farmaco, all’attività di promozione dell’aderenza alle terapie, al counseling ed alla riconciliazione terapeutica. Leggendo i dati di sintesi del Monitoraggio ci conforta poi il giudizio positivo che i cittadini hanno espresso nei confronti della
nostra professione: questo significa che nel futuro occorre che i farmacisti ospedalieri si facciano sempre più carico del bisogno conoscitivo e relazionale nei confronti dei farmaci, e che continuino a garantire l’uso razionale ed ottimizzato delle risorse per rendere possibile l’accesso alla cura ed all’innovazione sul nostro territorio nazionale. E’ sempre più evidente, infatti, che proprio su questi bisogni si può creare quella nuova fiducia professionale di cui abbiamo tutti bisogno per un Servizio sanitario rinnovato e a misura di persona”.
L’iniziativa ha visto a fianco le due Organizzazioni, con il sostegno non condizionato di Teva, con l’obiettivo di individuare insieme le criticità, lavorare per superarle ed investire in un servizio che abbia standard ancora più elevati di efficienza e professionalità e sappia rispondere ai bisogni di cittadini. L’attività è stata realizzata attraverso una fase di osservazione diretta da parte dei volontari del Tribunale per i diritti del malato Cittadinanzattiva e interviste a cittadini e direttori del servizio farmaceutico delle strutture ospedaliere e delle ASL. 1233 i cittadini coinvolti, provenienti da tutta Italia (tranne la Valle d’Aosta) e 69 i Direttori responsabili del servizio (163 strutture/punti di erogazione raggiunti). Due terzi del campione di cittadini che ha partecipato all’indagine è rappresentato dagli stessi pazienti, poco meno di uno su tre invece è un familiare. Oltre due terzi ha una età compresa tra i 31 e i 70 anni ed è affetto da una patologia cronica nel 76% dei casi. Il 42% si reca nella farmacia ospedaliera circa una volta al mese, il 30% una volta ogni 2-3 mesi, il 7% circa una volta ogni 15 gg.

Giovedì 21 novembre 2019 alle 18:10:33
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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