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Ultimo aggiornamento ore 20.45 del 23 Settembre 2018

Il Comitato delle Valli Stura e Orba: «Vogliamo risposte sulla riapertura della linea»

Il Comitato delle Valli Stura e Orba: «Vogliamo risposte sulla riapertura della linea»

Genova - Si è svolta ad Ovada, presso la Loggia di San Sebastiano, la consueta riunione annuale del comitato pendolari CDTVSO Acqui-Genova, grazie all’ospitalità del Sindaco Paolo Lantero.
Sono intervenuti, come di consueto, molti sindaci dei comuni interessati dal passaggio della linea ferroviaria e di quelli limitrofi (ricordiamo che esiste un Protocollo di intesa che unisce ben 28 comuni ed il comitato CDTVSO al fine di promuovere iniziative a favore della linea ferroviaria ed in generale della mobilità attraverso il nostro territorio). Erano presenti, oltre al sindaco Lantero ed al sindaco di Acqui Terme, Lorenzo Lucchini, parecchi consiglieri regionali sia del Piemonte che della Liguria ed il presidente della provincia di Alessandria Gianfranco Baldi.

«Probabilmente anche in seguito ai recentissimi e pesanti disagi seguiti al crollo del ponte Morandi, che quotidianamente ci troviamo ad affrontare e condividere, i pendolari della nostra linea hanno partecipato numerosissimi. Questo ci ha motivato e reso felici, nonostante la situazione attuale si possa definire drammatica, ed il primo ringraziamento di cuore va a tutti coloro che hanno rinunciato ad una tranquilla serata di riposo per essere presenti. Ringrazio ancora una volta tutti i sindaci che hanno aderito al nostro Protocollo di intesa (stipulato nel 2016 e da allora attivo e fondamentale strumento per la condivisione di informazioni e strategie comuni)».

«Ad oggi sono 28 i comuni interessati, Acqui ed Ovada capifila. Tutti i sindaci hanno sempre partecipato e seguito attivamente le nostre vicissitudini, anche se, recentemente, alcuni più di altri sono stati coinvolti direttamente dalle istituzioni liguri.

Da qui nasce una delle prime osservazioni emerse durante la serata: è INDISPENSABILE che da ora in poi sindaci e politici piemontesi siano coinvolti dai vertici di Regione Liguria e dalla città metropolitana di Genova quanto quelli liguri!
Chiediamo alla Liguria di non escludere quella parte dell’entroterra direttamente amministrata dal Piemonte, che però vive ed interagisce ogni giorno con Genova. Tutti i sindaci della linea siano SEMPRE invitati ad ogni riunione e ad ogni tavolo tecnico al pari dei colleghi liguri! A partire dall'immediato indomani del 14 agosto molto è stato fatto dal comitato e dai sindaci in termini di proposte e diffusione delle informazioni. A quasi un mese dal crollo del ponte, però, non abbiamo ancora informazioni certe sulla data di riapertura della linea e sul ritorno al nostro orario normale prima del crollo e della pausa estiva.

«Un mese? Sei mesi? Un anno?... Ci rendiamo perfettamente conto di essere solo una parte, forse trascurabile, delle tante persone coinvolte dalla tragedia e di essere all’ultimo posto in un’ipotetica scala delle priorità della Regione Nondimeno rappresentiamo 2500 persone circa, in primis lavoratori e studenti, che vivono QUOTIDIANAMENTE il disagio di un viaggio di circa 5 ore (tra andata e ritorno) articolato in 3 fasi distinte (treno + bus + treno) non sempre ben coordinate tra loro. E comunque, se anche la coordinazione tra treno e bus fosse perfetta, cambiare tre diversi mezzi per raggiungere e tornare dal posto di lavoro o da scuola non può essere considerata una soluzione valida se non per tempi brevissimi. Tra le priorità della serata è emersa la necessità di chiedere, attraverso l’aiuto dei sindaci e dei rappresentanti delle amministrazioni locali, a Regione e Trenitalia di informarci, con argomentazioni certe ed attendibili, su come come e quando la nostra linea sarà riaperta! La situazione attuale, per quanto possa essere migliorata nei dettagli (più treni che fermano a Pra', aumento parcheggi di interscambio, aumento numero bus, maggiore coordinamento treno-bus) non può essere considerata definitiva né essere tollerata per un periodo prolungato. La Regione non si deve dimenticare che la nostra linea nella sua interezza, cioè a partire da Acqui Terme fino a Genova Brignole, senza trasbordi e per la via più diretta, è una necessita per migliaia di persone e può rappresentare una valida soluzione anche all’attuale congestionamento del traffico su gomma. Ci auguriamo soltanto che le soluzioni alternative attuali, di cui molto si è parlato nella serata di ieri, e quelle che eventualmente verranno messe in campo, non siano utilizzate come un alibi per dimenticarsi di noi».

Martedì 11 settembre 2018 alle 21:20:33
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