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Ultimo aggiornamento ore 21.45 del 9 Dicembre 2018

Il Luna Park trasloca? Le famiglie dei lavoratori: «Prà e Cornigliano inadeguate»

I lavoratori si dicono pronti a scendere in piazza nel rispetto di un pezzo di storia di Genova

RABBIA
Il Luna Park trasloca? Le famiglie dei lavoratori: «Prà e Cornigliano inadeguate»

Genova - «Quale sarà il futuro del luna park più grande d’Europa, sfrattato (a pochi mesi dall’inaugurazione) da piazzale Kennedy senza una valida – e certa – alternativa? L’incontro tenuto ieri in Comune, a cui hanno partecipato il Sindaco Marco Bucci e l’assessore al Turismo, Commercio e Artigianato Paola Bordilli, non ha fornito risposte chiare in merito»: le famiglie dei lavoratori del Luna Park della Foce, sempre più preoccupate e irritate per la situazione, scenderanno presto in piazza con una raccolta firme, per chiedere ai cittadini di non far scomparire in questo modo un pezzo di storia genovese.

Delusione - «La riunione di ieri non ha fatto altro che indisporre ulteriormente i quattrocento lavoratori del Luna Park, con il Sindaco Bucci che non è stato in grado di fornire risposte certe sulla data di partenza dei lavori di demolizione dell’ex Nira. Non ci arrendiamo così, scenderemo in piazza – tuona Ferdinando Uga, presidente interregionale per la Liguria e la Lombardia di Anesv-Agis, l’associazione più antica che rappresenta gli esercenti dello spettacolo viaggiante – con una raccolta firme, per chiedere una mano ai cittadini genovesi». Da cent’anni, la struttura mobile più grande d’Europa rappresenta «lavoro, cultura e divertimento – prosegue Uga – È un pezzo di storia genovese, che dà lavoro a oltre quattrocento persone. L’incapacità del Sindaco di non riuscire a fissare la data di inizio dei lavori, senza offrire neanche una valida alternativa, è la prova lampante che l’amministrazione stia strumentalizzando il Waterfront per cacciarci dalla nostra sede storica».

Quartieri - «Pra' e Cornigliano, le due proposte presentate ieri durante l’incontro con il Sindaco e con l’assessore Bordilli, non sembrano adeguate: a Prà non ci sarebbe spazio, mentre la zona identificata a Cornigliano necessiterebbe di una bonifica, molto dispendiosa e irrealizzabile in pochi mesi. Tutti i dettagli del trasferimento ancora incerti, avrebbero potuto essere definiti, con calma e precisione, se il Comune – continua Uga – avesse rispettato quello che ci è stato comunicato inizialmente, cioè di spostarci entro qualche anno. Non solo ci hanno sfrattato da un giorno all’altro, ma non sono ancora riusciti a fornirci una valida alternativa». Il trasferimento della struttura mobile più grande d’Europa, che anima da cent’anni la Foce con oltre centoventimila presenze, «è una svolta storica per Genova – conclude Uga – e non va presa con questa leggerezza. Rappresentiamo la storia dell’intrattenimento genovese e, soprattutto, il lavoro e i diritti di duecento famiglie».

Mercoledì 4 luglio 2018 alle 07:00:49
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