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Ultimo aggiornamento ore 20.50 del 21 Settembre 2018

Ilva, i sindacati esultano: l'accordo c'è. Di Maio: «Siamo all'ultimo miglio»

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico lo ha detto fin da subito: «Sono molto fiducioso». E infatti l'accordo è arrivato

FUMATA BIANCA
Ilva, i sindacati esultano: l´accordo c´è. Di Maio: «Siamo all´ultimo miglio»

Genova - La tanto attesa firma dell'accordo tra Arcelor Mittal, sindacati e governo è arrivata: è stata ufficializzata la trattativa per la cessione dell'Ilva. Il vicepremier Di Maio si è detto fin da subito fiducioso: «Siamo all'ultimo miglio».

L'accordo - L'incontro al Mise è andato avanti tutta la notte, ma alla fine sembra essere arrivato l'epilogo: AmInvestco ha accettato di assumere da subito ben 10mila e 700 lavoratori, e questo anche grazie al già ventilato accordo con il sindacato per il contenimento dei costi attraverso riduzioni dell'orario di lavoro.
Il meeting si è fermato per una pausa questa mattina, salvo poi riprendere intorno alle 10: è stato, pero, durante l'ultima - tanto attesa - riunione plenaria alla presenza del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio prevista per le 13 che è avvenuta la firma effettiva dell'accordo.

L'Ilva di Genova - Rispetto alle premesse, l'accordo è «buon risultato». Lo ha detto il segretario della Fiom Genova Bruno Manganaro , che ha aggiunto che con oggi «viene riconfermato l'accordo di programma che sancisce un organico di 1474 lavoratori». Per quel che concerne lo stabilimento genovese, infatti, «Oggi comincia una lunga storia con una nuova organizzazione della fabbrica che dovremo gestire giorno per giorno con il più grande gruppo industriale dell'acciaio».
Riguardo il caso di Genova, nel verbale viene stabilito che le parti firmatarie dell'accordo di programma saranno tutte riconvocate entro il 30 settembre, quando verrà richiesta la conferma del suddetto accordo e del rapporto tra aree e dipendenti e la garanzia del reddito.

L'esultanza dei sindacati - Dalle associazioni di categoria arriva la soddisfazione maggiore: «Era quello che avevamo chiesto». A parlare è Francesca Re David, segretario generale della Fiom, la quale ha anche annunciato che «l'impegno di assumere i 10mila e 700 lavoratori si presume verrà rispettato fino al 2023 senza nessuna penalizzazione su salario e diritti».
D'altro canto, anche la Uilm - nelle parole del suo segretario generale Rocco Palombella - ha sempre sostenuto fosse necessario «aumentare il numero degli assunti da subito, e siamo riusciti ad ottenere un numero importante».

Dopo un iniziale tentennamento di Mittal - rimasto fermo sulle sue posizioni - la proposta avanzata dai sindacati si è dimostrata convincente: i primi 10mila e 700 lavoratori saranno assunti subito, mentre con i restanti 3mila e 300 - per cui sono previsti incentivi all'esodo - Mittal si impegna a concretizzare l'assunzione «a partire dalla fine del Piano ambientale e in concomitanza con la cessazione dell'Ilva in liquidazione», ha spiegato Palombella.
Ma non basta: un altro traguardo fondamentale per i sindacati è stato che, in tutto questo, «non ci sarà alcuna riduzione dei salari», i quali verranno piuttosto mantenuti (così come i diritti acquisiti).

Giovedì 6 settembre 2018 alle 16:00:59
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