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Ultimo aggiornamento ore 19.00 del 7 Dicembre 2019

Impresso nella memoria come se fosse ieri: Ponte Morandi, un anno dopo

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Impresso nella memoria come se fosse ieri: Ponte Morandi, un anno dopo

Genova - Erano le 11.36 di martedì 14 agosto 2018. Erano le 11.36 di un normale martedì di agosto: pioveva forte, ma poco importava. Erano le 11.36 della vigilia di Ferragosto, e molti - sfidando la pioggia e le intemperie - si sono comunque messi in viaggio alla volta delle destinazioni più disparate. Insieme ai vacanzieri, però, c'era anche chi ancora stava lavorando, chi era in giro per commissioni, chi stava rientrando a casa. Una normale giornata di agosto, forse un po' grigia visto il tempo da lupi, ma grossomodo normale. Poi, a un certo punto, tutto è cambiato, per sempre. Un forte boato, il"Ponte di Brooklyn", quel gigantesco colosso della A10 che collegava Genova, viene giù, all'improvviso: gli stralli che cedono, l'asfalto che si sgretola, macchine che saltano insieme al cemento, un fulmine che - amaramente interpretato da qualcuno come presagio e da altri addirittura come causa del crollo - colpisce la cima della Pila 9 di quello che allora ancora era Ponte Morandi poco prima che si sfaldi completamente, accartocciandosi inesorabilmente su sé stessa. La città divisa, 43 vite innocenti brutalmente spezzate e altre segnate per sempre. Da un momento all'altro, il Morandi non c'era più. Da un momento all'altro, quasi tutti coloro che vi stavano transitando - sotto o sopra poco importa - sono stati portati via da quella valanga di cemento. Da quel momento nulla è più stato lo stesso: sono bastati pochi istanti. Erano le 11.36.

Un anno dopo - In occasione del primo anniversario dal tragico crollo di Ponte Morandi, l’Arcidiocesi di Genova ha scelto di unirsi al dolore dei familiari delle vittime e dei feriti, alla sofferenza di chi ha perso la propria casa, la propria attività lavorativa e i propri beni attraverso la celebrazione della Santa Messa di suffragio, tenutasi questa mattina nei pressi del luogo dove sorgeva il viadotto, del luogo in cui quella tristemente celebre Pila 8 un anno esatto fa è venuta giù. Alle 10 in punto, il Cardinale Angelo Bagnasco - Arcivescovo di Genova - ha celebrato la funzione alla presenza dei parenti delle vittime, dei genovesi accorsi a rendere omaggio a quelle 43 vite spezzate, dei giornalisti e delle più alte cariche dello Stato, recatesi a Genova per l'occasione. Allo stesso modo, l'Arcidiocesi ha invitato le Parrocchie, le Comunità religiose e le Confraternite di tutta la Città, la Regione e il Paese intero a ricordare le vittime del 14 agosto nelle SS. Messe, nei Vespri, nei Rosari e nelle Processioni, disponendo inoltre che le campane delle Chiese suonasseroo a lutto allo scoccare delle 11.36.
Per l'occasione, l'Amministrazione comunale ha disposto che la cerimonia civile e religiosa fosse trasmessa in diretta dalla RAI, ma - proprio perché si tratta di una commemorazione di tutta la città - i genovesi hanno comunque potuto prendervi parte in prima persona: per questa ragione, sono stati posizionati due maxi schermo sul lato nord e sul lato sud di via 30 Giugno, grazie ai quali è stato possibile seguire sia la Messa che gli interventi delle autorità.

Il ricordo - Per rendere omaggio alle vittime del crollo, ieri il Sindaco di Genova e Commissario per la ricostruzione Marco Bucci ha invitato tutti i cittadini genovesi a partecipare alla cerimonia, aggiungendo inoltre per chi non fosse riuscito a intervenire l'invito a osservare comunque un momento di raccoglimento alle 11.36, «in qualsiasi posto si trovi: stringiamoci idealmente insieme per ricordare le persone che hanno perso la vita in quel tragico evento e per sentirci ancora una volta comunità unita, come abbiamo dimostrato in questo anno trascorso».

Mercoledì 14 agosto 2019 alle 11:36:47
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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