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Ultimo aggiornamento ore 17.45 del 18 Aprile 2019

Inchiesta sul Morandi, tiranti corrosi e calcestruzzo presenza di corpi estranei nel calcestruzzo

I risultati
Inchiesta sul Morandi, tiranti corrosi e calcestruzzo presenza di corpi estranei nel calcestruzzo

Genova - Le analisi del laboratorio svizzero effettuate sui resti di Ponte Morandi rilevano un elevata corrosione, in atto da diverso tempo. Nel rapporto arrivato alla Procura si può leggere quanto segue: «Tutti i trefoli e i fili del reperto 132 mostrano segni di corrosione di diversi gradi. Diversi trefoli mostrano una perdita totale della sezione trasversale dovuta alla corrosione nella zona terminale. Ciò indica un processo di degrado in atto da molto tempo». Pare, inoltre, che su tutti i fili esaminati «il contenuto totale di idrogeno è significativamente superiore alla soglia critica».

I dati raccolti - In quasi tutti i campioni di ferro e calcestruzzo esaminati dagli esperti del laboratorio svizzero sono state rilevate quantità da esigue a molto elevate «di cloruri e solfati che favoriscono la corrosione e quantità di nitrati, formiati e acetati corrosivi». La relazione dei tecnici è stata messa a disposizione delle parti durante l'udienza dell'incidente probatorio, ma la traduzione dovrà essere rifatta con un consulente nominato dal gip. Nel corso dell'analisi, inoltre, è stato riscontrato che «nell'area dei trefoli rotti sono stati rinvenuti corpi estranei come materiale di iuta concrezionato, residui di grasso su parti in acciaio e frammenti di asfalto libero». Per queste ragioni, i tecnici sono arrivati ad affermare che «i numerosi frammenti indicano una certa fragilità dei singoli fili».

Sabato 9 febbraio 2019 alle 13:00:36
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