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Ultimo aggiornamento ore 08.10 del 21 Agosto 2018

Luna Park della Foce, operatori pronti far sentire la propria voce in consiglio comunale

Luna Park della Foce, operatori pronti far sentire la propria voce in consiglio comunale

Genova - I quattrocento lavoratori della struttura mobile più grande d’Europa, il Luna Park della Foce, «sono pronti a far sentire la propria voce in seguito a quanto emerso durante la commissione consiliare di ieri, tenuta a Palazzo Tursi. Un pezzo dell’ultimo secolo di storia genovese, fiore all’occhiello dell’intrattenimento natalizio ligure, è stato dimenticato, se non calpestato, dall’amministrazione comunale».

Il programma per la demolizione dell’ex Nira «prevederebbe infatti la disposizione di cantieri di servizio in piazzale Kennedy, in modo da completare lo smantellamento dell’edificio entro dicembre 2018. Questo, sommato al disagio causato dalle polveri alzate durante demolizione dello stabile, renderebbe incompatibile l’allestimento dei tanto amati Baracconi».

Gli operatori del Luna Park, già costretti al trasferimento in vista dei lavori per la realizzazione del Waterfront di Levante, non ci stanno: «Ci sentiamo presi in giro – tuona Ferdinando Uga, presidente interregionale per la Liguria e la Lombardia di Anesv-Agis, l’associazione più antica che rappresenta gli esercenti dello spettacolo viaggiante – prima ci dicono che dovremo spostarci, nel giro di qualche anno, a causa del Waterfront di Levante. Poco dopo, ci viene invece comunicato il trasferimento immediato per far spazio ai detriti di demolizione dell’ex Nira». Considerando i tempi di realizzazione del Waterfront, l’amministrazione e gli operatori del Luna Park avrebbero avuto tutto il tempo per progettare il trasferimento in ogni dettaglio, da quelli economici a quelli relativi alla sicurezza. Ciò è invece «impensabile – prosegue Uga – a sei mesi dall’allestimento. Useremo civilmente tutti i mezzi immaginabili, a partire dalla presenza alle riunioni del Consiglio comunale, per far sentire la nostra voce: rappresentiamo la storia dell’intrattenimento genovese e, soprattutto, il lavoro e i diritti di duecento famiglie e quattrocento lavoratori».

«Non siamo affatto contro la riqualificazione dell’area: chiediamo solo collaborazione. Negli ultimi dieci anni, non ci siamo mai opposti alla convivenza con i cantieri per la messa in sicurezza idraulica della città, nonostante ci penalizzassero economicamente. È stato un sacrificio compiuto più che volentieri – conclude – in nome della messa in sicurezza della città».

Martedì 15 maggio 2018 alle 19:00:47
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