Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 21.25 del 20 Luglio 2019

Porto, materiale bellico sulla "Bahri Jazan": stop da parte dei lavoratori

Domani previsto anche un presidio a Ponte Etiopia

Porto, materiale bellico sulla `Bahri Jazan`: stop da parte dei lavoratori

Genova - La Filt Cgil di Genova e la Camera del Lavoro proclamano l'astensione, per la giornata di giovedì 20 giugno, per i lavoratori destinati al carico di materiale bellico sulla motonave "Bahri Jazan" e un presidio a partire dalle 6 davanti a Ponte Etiopia.

Documentazione - «La decisione è stata assunta a seguito di quanto accaduto dopo la protesta del 20 maggio in occasione dell'arrivo della Bahri Yanbu. Lo scenario che ha giustificato la protesta del maggio scorso è rimasto immutato e questo nonostante le rassicurazioni del produttore dei generatori, la Teknel al centro della vicenda, all'Autorità di Sistema Portuale e ai rappresentanti del Terminal GMT/CSM, nella riunione del 3 giugno – aggiungono - In quell'incontro, al quale hanno partecipato rappresentanti della Filt Cgil e della Camera del Lavoro, non è stato prodotto alcun accordo, ma un semplice verbale di incontro, che prendeva atto della documentazione presentata dalla stessa azienda produttrice e successivamente inoltrato alla Prefettura per ulteriori verifiche e valutazioni. Il verbale di riunione illustra come sia stato lo stesso produttore a fornire documentazione circa la destinazione ad uso civile del carico, poi smentito dalla classificazione di quel materiale come bellico».

Sopravvivenza - «Per questi motivi è stata proclamata la mobilitazione del 20 giugno quando si riproporrà lo stesso problema sulla motonave Bahri Jazan – proseguono - In questo modo pensiamo di poter dare un contributo al nascere di una discussione pubblica rispetto ad un problema grave come quello della guerra nello Yemen dove negli ultimi 3 anni e mezzo, il conflitto ha provocato oltre 10 mila morti e dove più di 22 milioni di persone si trovano in situazioni di estremo bisogno e dipendenti per la propria sopravvivenza dagli aiuti umanitari – sottolinea la Filt Cgil - Nonostante i due ordini del giorno votati all'unanimità da Regione Liguria e Comune di Genova per sollecitare un intervento nazionale, richiamando la legge 185 del 1990, la posizione comune 2008/944/PESC del consiglio dell'Unione Europea, la risoluzione del 3/10/2018 del Parlamento Europeo dove si parla di crimini di guerra, di continue violenze su quel territorio e di attacchi nei confronti della popolazione, ancora oggi dal nostro Governo non si percepisce alcuna volontà di vietare i traffici di armi verso quei territori, come peraltro avvenuto da parte di altri Stati europei».

Partecipazione - «Il mondo del lavoro richiama la politica tutta, il parlamento ed il Governo, ad attivarsi per fermare quanto sta avvenendo nel dimenticato territorio Yemenita dove giornalmente si segnalano gravi violazioni al diritto internazionale. Invitiamo sin d'ora i lavoratori fuori dal servizio e la popolazione a partecipare chiedendo nel contempo a tutte le forze politiche l'appoggio e la condivisione espressa alle nostre ragioni negli ordini del giorno approvati in Comune e in Regione», concludono.

Mercoledì 19 giugno 2019 alle 11:20:38
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Genova


































Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News