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Ultimo aggiornamento ore 11.20 del 17 Novembre 2019

Sciopero dei vigilantes, traffico e code in tutta la città: scatta il presidio sotto la Prefettura | Foto

Aumentano i disagi
Sciopero dei vigilantes, traffico e code in tutta la città: scatta il presidio sotto la Prefettura<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/sciopero-dei-vigilantes-scatta-il-presidio-sotto-la-prefettura-709_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span>

Genova - Lo sciopero di 24 ore della vigilanza privata comincia a creare i primi disagi: tra loro, infatti, ci sono anche addetti ai controlli dei varchi portuali, di cui solo 4 su 14 risultano oggi aperti (San Benigno, Passo Nuovo, Albertazzi e Ponte dei Mille). Nonostante il servizio sia stato garantito in alcune fasce orarie, infatti, a causa della mobilitazione sindacale oggi le turnazioni finiscono per non risultare organiche, cosa che acuisce ulteriormente i già forti disagi presenti in città.

La manifestazione - Questa mattina circa un centinaio di persone si è radunato sotto la sede della Prefettura di Genova - in Largo Lanfranco - per scioperare contro il nuovo CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) della categoria, definito dalle associazioni sindacali aderenti «un contratto a perdere, non attinente ai bisogni dei lavoratori e del settore». In tutto ciò, la precettazione annunciata ieri sera dallo stesso Prefetto per garantire alcuni servizi essenziali dopo un tentativo di conciliazione con il personale degli istituti di vigilanza - tra i quali, per l'appunto, figura anche quello in servizio nelle strutture giudiziarie, a Palazzo Ducale, nel Porto di Genova, al Terminal Vte di Pra'-Voltri, al Porto Petroli, nelle sedi Eni, e presso Stazioni Marittime - non sembra aver sortito alcun effetto. A scioperare sono le sigle sindacali Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL Genova e Liguria, mentre le principali ditte coinvolte nella mobilitazione risultano essere SecurItalia, Coopservice e Lubrani (tra i principali gestori della vigilanza in porto, per l'appunto).

La protesta - Il contratto di lavoro è scaduto il 31 dicembre 2015, ma - durante i numerosi incontri avvenuti nell'ultimo periodo - è emersa una profonda incertezza per il settore della vigilanza privata, che vede nel rinnovo del CCNL «un voler riportare indietro di 60 anni i lavoratori su temi fondamentali come quello della sicurezza, dell'orario di lavoro, della malattia e di molto altro ancora», stando a quanto si legge in una nota dei sindacati.

Giovedì 1 agosto 2019 alle 09:30:09
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