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Ultimo aggiornamento ore 11.20 del 17 Novembre 2019

Sciopero nazionale dei porti, il corteo è partito da Ponte Etiopia: «Chiediamo rispetto del lavoro e dei diritti» | Foto | Video

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Sciopero nazionale dei porti, il corteo è partito da Ponte Etiopia: «Chiediamo rispetto del lavoro e dei diritti»<span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/fotogallery/lavoratori-del-porto-verso-palazzo-san-giorgio-689_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Foto</a></span><span class=´linkFotoA1Articolo´> | <a href=´/videogallery/sciopero-nazionale-dei-porti-il-corteo-dei-lavoratori-e-partito-da-ponte-etiopia-2233.aspx´ class=´FotoVideoA1´>Video</a></span>

Genova - È partito puntualissimo alle 10 il corteo di portuali che questa mattina da Ponte Etiopia raggiungerà Palazzo San Giorgio. La manifestazione genovese si inserisce entro lo sciopero nazionale dei porti di 24 ore indetto per la giornata di oggi, durante la quale, per l'appunto, a partire dalle 6 di questa mattina i sindacati hanno dato vita a un presidio ai varchi, che durerà fino alle 19.30 circa. Durante il loro percorso verso la sede dell'Autorità di Sistema Portuale, i lavoratori si uniranno anche ai lavoratori della Compagnia Unica.

Le richieste - «È uno sciopero su tutto il comparto» spiega Enrico Ascheri della FILT CGIL: «continuiamo ad avere problemi di regolamentazione delle condizioni di lavoro, sulle regole di ingaggio. Il rinnovo di lavoro è nazionale, e anche il problema dell'autoproduzione rimane ancora oggi. Lo sciopero è nazionale ed è molto sentito da tutti in tutta Italia: questo è motivo di grande soddisfazione, ma soprattutto un sintomo che era necessario farlo».
«Con questa lotta vogliamo tutelare anche il lavoro dei marittimi, i quali sono formati per fare un'altra tipologia di lavoro. I portuali devono fare i portuali, i marittimi devono fare i marittimi: a ognuno il suo» incalza poi Roberto Gulli, Segretario generale UIL Trasporti Liguria.
In tutta Italia e anche a Genova porti in sciopero per chiedere rispetto del lavoro e, soprattutto, dei diritti. E secondo il Segretario nazionale della CISL Maurizio Diamante, questo sciopero è necessario proprio perché «il mondo portuale sta vivendo una grande trasformazione. Riteniamo che il contratto collettivo di lavoro sia il perno per la regolamentazione dei diritti dei lavoratori: per questo abbiamo organizzato questa giornata di sciopero con cui - a fronte di una piattaforma "non tradizionale" in quanto vertente su pochi punti ma essenziali per il lavoro portuale - chiediamo, ad esempio, la costituzione di un fondo per accompagnare al pensionamento i lavoratori (purtroppo non inseriti nei lavori usuranti) oltre al fatto di poter partecipare al processo dell'automazione che sta arrivando. Chiaramente non siamo ai livelli del nord Europa, ma ormai anche in Italia c'è l'autoproduzione, quindi chiediamo di capire il destino di tutto questo: vogliamo sapere se ci saranno ricadute occupazionali, se eventualmente ci sarà la possibilità di formazione e ancora se ci sarà un aumento adeguato al valore della vita in linea con gli altri contratti. Infine ribadiamo il "no" all'autoproduzione, ma comunque resta da capire anche col Governo che intenzioni ci sono in base all'evolversi dell'Autorità di Sistema Portuale: purtroppo al momento risposte non ne abbiamo».

Giovedì 23 maggio 2019 alle 10:35:14
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23/05/2019 - Sciopero nazionale dei porti, il corteo dei lavoratori è partito da Ponte Etiopia



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