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Ultimo aggiornamento ore 11.00 del 21 Maggio 2018

Un altro agente della Penitenziaria si suicida: «Chiediamoci il perché»

Fabio Pagani (UIL) non ci sta: «È il quindicesimo negli ultimi tre anni»

TRAGEDIA EVITABILE?
Un altro agente della Penitenziaria si suicida: «Chiediamoci il perché»

Genova - «Per quanto sia nostra ferma intenzione non strumentalizzare queste morti, non possiamo esimerci dal dichiarare che alle ore 9 di stamani un altro Agente di Polizia Penitenziaria si è suicidato con la pistola di ordinanza presso la propria abitazione ad Oristano. I suicidi di agenti debbono obbligare a riflessioni profonde sui perché di queste tragedie»

Così Fabio Pagani, segretario Regionale della UIL PA Polizia Penitenziaria, commenta la tragica notizia del suicidio dell'agente D.S., in servizio alla Casa Circondariale di Aosta, ma fino a pochissimi giorni fa in servizio al carcere di Genova Marassi (distaccato) ed ora in servizio al GOM (GruppoOperativoMobile) in Sardegna.

«Ancora una volta siamo necessitati ad inviare dolorosissimi messaggi di cordoglio ai familiari di colleghi che hanno deciso di porre fine alla loro esistenza. È agghiacciante doverlo fare, evidentemente quando, da tempo, abbiamo parlato della deriva di morte del sistema penitenziario avevamo le nostre buone ragioni».

La UILPA Polizia Penitenziaria ricorda i mancati impegni da parte del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. «Quindici suicidi di agenti penitenziari negli ultimi tre anni sono un allarme che non si può non cogliere. Il DAP più volte ha fatto riferimento alla volontà di istituire centri di ascolto per il personale, salvo non mantenere mai fede alle promesse e agli impegni. Benché sia ancora tutto da dimostrare il nesso tra suicidi e condizioni di lavoro non è secondario prendere atto come tra i baschi blu della polizia penitenziaria l'incidenza dei suicidi sia ben più alta che nelle altre forze di polizia. Questo significherà pur qualcosa. Ma di questo non si parla. Si preferisce, generalmente, ignorare la drammatica realtà quotidiana dei nostri penitenziari, comprese le ignobili condizioni di lavoro del personale. È chiaro che la questione penitenziaria sia una delle questioni sociali più urgenti e dequalificanti che toccano il nostro Paese che, purtroppo, rivolge la sua attenzione a ben altre, e più misere, cose».

Mercoledì 18 aprile 2018 alle 18:07:47
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