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Ultimo aggiornamento ore 18.23 del 11 Dicembre 2018

"Ivrea Cinquanta" e "Pragma" domani al Teatro Akropolis

`Ivrea Cinquanta` e `Pragma` domani al Teatro Akropolis

Genova - La IX edizione del festival “Testimonianze ricerca azioni” prosegue sabato 17 novembre 2018 con due appuntamenti dedicati al lavoro editoriale e alla produzione dal vivo condotti da Teatro Akropolis, guidato da Clemente Tafuri e David Beronio, anche ideatori e direttori artistici della rassegna. Alle ore 17, a Palazzo Ducale (piazza Matteotti) è in programma la presentazione del volume Ivrea Cinquanta. Mezzo secolo di Nuovo Teatro in Italia (1967-2017), edito da AkropolisLibri e successivo all’omonimo convegno organizzato da Akropolis durante la precedente edizione di “Testimonianze ricerca azioni”. Tafuri e Beronio ne parlano con Marco De Marinis, coordinatore scientifico del convegno, autore della prefazione al saggio e professore ordinario di Discipline Teatrali all’Università di Bologna. Nell’occasione verrà presentato anche il suo l’ultimo lavoro: Ripensare il Novecento teatrale. Paesaggi e spaesamenti (Bulzoni 2018). Da ricordare che AkropolisLibri, collana editoriale di Teatro Akropolis, è vincitore del Premio Ubu 2017 nella categoria “Progetti speciali”.

Alle ore 21 ci si sposta nella sede di Teatro Akropolis a Sestri Ponente (via Mario Boeddu 10, Sestri Ponente) per assistere allo spettacolo Pragma. Studio sul mito di Demetra, con Domenico Carnovale, Luca Donatiello, Aurora Persico e Alessandro Rosi diretti da Tafuri e Beronio. Quattro interpreti come quattro sono le stagioni al centro del mito rivissuto nell’azione teatrale. L’alternarsi di inverno e primavera è riproposto attraverso lo stupore dell’uomo di fronte al mistero di una morte naturale che è terribile eppure ogni volta superata dal ciclico rifiorire. Un arcano sconvolgente e inebriante che ha trovato forma in uno dei miti fondativi della cultura antica, rappresentato nei misteri all’origine del teatro. Al centro c’è Demetra, la dea della terra, grande madre dispensatrice di grano e protettrice dell’agricoltura, la cui figlia Persefone o Kore (la fanciulla), un giorno viene rapita Ade, il dio degli inferi. Disperata, Demetra va in cerca della figlia perduta e la vita sulla terra improvvisamente sembra fermarsi, congelata. Grazie alla danza di Baubò, Demetra ritrova il sorriso e istituisce il suo culto. Le porte degli inferi si riaprono e Ade concede a Persefone il ritorno sulla terra. Ma il potente dio degli inferi lascia tornare sulla terra la sua regina, una Persefone portatrice della consapevolezza della morte, costretta a tornare ciclicamente nel suo regno. L’incontro di Persefone con Demetra rende così possibile il ritorno delle stagioni e del raccolto, e il diffondersi del conflitto tra vita e morte che permea la natura. Con questa meravigliosa storia, gli uomini dell’antichità hanno inventato una risposta poetica a un mistero insondabile. Hanno sentito l’esigenza profonda di rappresentarlo quando ancora il pensiero non aveva trovato le parole per definirlo. All’inizio c’era il corpo. Dal corpo passava (e passa) la necessità di esprimere emozioni e pensieri da emettere con il fiato, i muscoli, la voce, la danza, il ritmo in una dimensione collettiva. Idee che invece di essere scritte vengono vissute nella dimensione collettiva della rappresentazione. Pragma è uno studio su una delle tracce più antiche della cultura occidentale, il mito rappresentato nei misteri all’origine del teatro. La ricerca condotta sulle fonti (orfiche, eleusine e di tutta la sapienza greca) e sugli studi filosofici (tra gli altri quelli di Colli, Kerényi, Nietzsche) ha portato alla composizione scenica della vicenda, alla rielaborazione di frammenti antichi in presenza del corpo in scena, attraverso le danze arcaiche e il potere archetipico della visione tragica.

Venerdì 16 novembre 2018 alle 11:00:48
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