Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 07.45 del 19 Luglio 2019

"Ring - il match più faticoso è quello contro me stesso" in scena al Teatro dell'Ortica

Lo spettacolo andrà in scena domani sera alle 18, e i posti a disposizione sono andati tutti esauriti.

`Ring - il match più faticoso è quello contro me stesso` in scena al Teatro dell´Ortica

Genova - Sul palco del Teatro dell'Arca, all'interno della Casa Circondariale di Marassi, martedì 18 dicembre andrà in scena "Ring – il match più faticoso è quello contro me stesso", uno spettacolo che vede sulla scena alcuni detenuti della sezione maschile del carcere di Pontedecimo - tutti "sex offender" - e che dà voce e forma ad un lavoro che affonda le sue radici in un anno di laboratorio e "ricostruzione": il progetto "P.U.L.C.E (Per Una Libertà Consapevole ed Emancipata)", finanziato da Regione Liguria con un bando FSE.

Il progetto si è declinato in tre laboratori, rivolti a 30 detenuti: un laboratorio di arte terapia, gestito da White Dove, l'associazione che si occupa della violenza dal punto di vista dei maltrattanti, uno narrativo, insieme alla Compagnia delle Opere, che lavora in carcere da tempo attraverso formazione ed inserimenti lavorativi, e infine il laboratorio teatrale, a cura del Teatro dell'Ortica.

"Ring", con la regia di Mirco Bonomi e Anna Solaro e il supporto pedagogico Romina Soldati, ha portato avanti un lavoro settimanale molto partecipato e impegnativo, caratterizzato da un clima non giudicante costruito attraverso un lavoro di alfabetizzazione emotiva, di esplorazione delle proprie emozioni finora sconosciute, di consapevolezza e gestione del proprio corpo.

Gli attori detenuti hanno scelto di allestire un ring immaginario, nel quale si incontrano e si scontrano con l'avversario più duro da affrontare, cioè loro stessi. Definiti, immaginati e raccontati dalla società come "mostri", con questo percorso hanno provato ad uscire da questo ruolo, da questa maschera, cercando di incontrare e trovare la loro umanità, uscendo da uno stato di bestialità che deriva dallo stigma sociale e dall'atto di violenza commesso.

"Sono usciti da questo abito per incontrare la parte più umana di sé – racconta Anna Solaro - e hanno incontrato e scoperto per la prima volta le loro fragilità e le loro debolezze, i loro limiti. Questo incontro ha consentito loro di assumersi le loro responsabilità. Sono le loro parole a dirci che non hanno nessuna scusa per quello che hanno commesso".

Questo ring, quindi, è un punto di partenza per allenarsi e per ripartire con le loro vite: "Da questo ring - continua Solaro - incontrano il pubblico, provando a raccontarsi. In questo quadrato fatto di corde laterali si muovono i loro corpi, le loro storie e le loro parole, che spesso affondano le radici in culture e famiglie violente".

E l'unico modo per non finire di nuovo k.o., loro e noi come società, a fronte di reati molto pesanti, "l'unico gong che ci può fermare", è la cura di queste persone, la cura sociale che deve accompagnare sempre la seppur necessaria esecuzione della giustizia.

"Il momento dell'efficacia, da dove parte tutto - racconta Anna Solaro - è quello in cui si propone la regola del non giudizio. Un lavoro costante, anche difficile, che non può fermarsi alle parole ma che deve essere poi necessariamente praticato.

La svolta c'è stata quando i ragazzi hanno iniziato a raccontarsi dicendo la verità e assumendosi le proprie responsabilità". Il lavoro corporeo ha agevolato: "Siamo partiti da lì, le parole sono venute dopo. Insieme a Mirco, due donne hanno lavorato con loro, consentendo loro di misurarsi con una relazione adeguata".

Un laboratorio che mette alla prova anche gli addetti ai lavori: "C'è molto da fare su sé stessi – conclude Solaro – ed è necessaria una formazione continua e una messa in discussione significativa e profonda".

La serata di martedì 18, oltre allo spettacolo teatrale, vedrà la restituzione anche degli altri laboratori. Silvia Baudrino e Davide Parma presenteranno gli esiti del lavoro sulla narrazione, mentre Elisa Genovese porterà i risultati dell'arte terapia. Una serata, quindi, che mette al centro la cura di uomini che hanno saputo fare "a pugni" con i loro mostri e con sé stessi, per ritrovare la vita. Dentro e fuori.

Lunedì 17 dicembre 2018 alle 12:00:35
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Genova


































Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News