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Ultimo aggiornamento ore 16.00 del 14 Dicembre 2018

«Vita ,Morte, Miracoli. L’arte della longevità» a Villa Croce

«Vita ,Morte, Miracoli. L’arte della longevità» a Villa Croce

Genova - La settimana scorsa si è aperta al Museo d’arte contemporanea di Villa Croce a Genova la mostra «Vita ,Morte, Miracoli. L’arte della longevità».

«È la mostra-manifesto del nuovo corso di Villa Croce curato da Carlo Antonelli. Dentro il museo, le narrazioni visuali della quarta e quinta età della vita di artisti nati o cresciuti -o in relazione con la città di Genova e la Liguria (Renata Boero, Lisetta Carmi, Franco Mazzucchelli, Corrado Levi, Anna Oberto, Rodolfo Vitone, ai quali si unisce la giovane trentenne Nuvola Ravera e la partecipazione speciale di Jeanne Dupuy e Marco Bruzzone) vengono fatte esplodere come prova provata di una tesi derivante da una complessa e dettagliata raccolta di interventi scientifici su ricerche in corso a Genova sulla senilità (coordinata dallo stesso Antonelli e dalla giornalista Paola Mordiglia). La mostra presenterà interviste audio e interventi di: Massimiliano Valerii (direttore generale del Censis), Valter Longo (superstar dell’argomento e direttore dell’Institute of Longevity di Los Angeles, nonché autore del bestseller “La dietà della longevità” pubblicato in tutto il mondo), Stefano Gustinchich dell'Istituto Italiano di Tecnologia (genetista e “combattente” contro le degenerazioni cellulari di Parkinson e Alzheimer), Alberto Pilotto e Patrizio Odetti (primari di geriatria rispettivamente all’Ospedale Galliera e all’Ospediale San Martino di Genova), Massimo Livi Bacci (grande decano degli studi demografici), Franca Rossi Galli (sessuologa della terza età), Niccolò Casiddu (docente di design della “silver economy” alla facoltà di Architettura di Genova), Carla Costanzi (sociologa), Lucio Ghio (primario di psichiatria dell’Ospedale Galliera di Genova).

«L’evidenza demografica dell'eccezionalità della città di Genova come impressionante laboratorio mondiale della nuova lunghezza della vita e delle sue implicazioni fa sì che il terreno dove è situato il museo rappresenti un’avanguardia totale: come ci ha dichiarato Valter Longo, “ Genova è l’America tra 30 anni, è l’intero mondo occidentale del 2050 “. Solo allora infatti il mondo arriverà all’attuale percentuale del capoluogo ligure: quella del 40% della popolazione sopra i 65 anni, dato che la rende già ora la città più vecchia d’Europa e una delle prime cinque del pianeta. Evviva, quindi. In questo clima euforico, il lavoro espressivo tra gli 80 e i 100 anni prende una nuova luce, aiutato dagli sviluppi esponenziali della medicina personalizzata, della nutrigenetica e della ricerca digitale e tecnologica in genere (si pensi a protesi e anche esoscheletri per disabili o anche solo per affrontare le ardue salite delle stradine locali). La generazione vivente che per ultima è stata testimone degli orrori della Seconda Guerra Mondiale si libera dei fardelli dell’inservibilità e dell’attesa infinita per trovate gioie e libertà inattese».

Mercoledì 28 febbraio 2018 alle 16:20:56
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