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Ultimo aggiornamento ore 15.30 del 16 Novembre 2018

Al Teatro Akropolis libro su Colli e debutto di "Pragma"

Al Teatro Akropolis libro su Colli e debutto di `Pragma`

Genova - La IX edizione del festival “Testimonianze ricerca azioni”, ideato da Teatro Akropolis con la direzione artistica di Clemente Tafuri e David Beronio, prosegue venerdì 9 novembre 2018 nella sede di Sestri Ponente (via Mario Boeddu) con una serata interamente dedicata a Teatro Akropolis e alla sua ricerca sull’origine dell’adella creatività e alle sue prime espressioni organizzate. Gli appuntamenti in programma sono due e rispecchiano le altrettante anime della compagnia, che unisce la ricerca teorica alla pratica dell’azione sul palcoscenico. Si comincia alle ore 20.30 con l’incontro di presentazione del volume Trame nascoste. Studi su Giorgio Colli, edito da AkropolisLibri e a cura di Clemente Tafuri e David Beronio, che prende le mosse dall’omonimo convegno di studi tenutosi nel 2017, a Palazzo Ducale, durante la precedente edizione del festival. Ne parlano Federica Montevecchi, saggista, scrittrice e studiosa di Giorgio Colli, e i direttori della compagnia Clemente Tafuri e David Beronio. Il volume rappresenta la più importante raccolta di studi sul filologo, filosofo e traduttore Giorgio Colli (1917-1979) fino a oggi mai realizzata e comprende scritti inediti. Il volume, tra gli altri, comprende interventi di Carlo Sini, Giuliano Campioni, Mazzino Montinari, Marco Martinelli, Franco Volpi, Ferruccio Masini, Alessandro Fersen. Proprio in virtù dell’originalità dimostrata nella costante attività editoriale, Teatro Akropolis ha vinto il Premio Ubu 2017 nella sezione “Progetti speciali”.

Alle ore 21.45 la serata prosegue con la prima assoluta dello spettacolo di Teatro Akropolis Pragma. Studio sul mito di Demetra, con Domenico Carnovale, Luca Donatiello, Aurora Persico e Alessandro Rosi diretti da Tafuri e Beronio. Quattro interpreti come quattro sono le stagioni al centro del mito rivissuto nell’azione teatrale. L’alternarsi di inverno e primavera è riproposto attraverso lo stupore dell’uomo di fronte al mistero di una morte naturale che è terribile eppure ogni volta superata dal ciclico rifiorire. Un arcano sconvolgente e inebriante che ha trovato forma in uno dei miti fondativi della cultura antica, rappresentato nei misteri all’origine del teatro. Al centro c’è Demetra, la dea della terra, grande madre dispensatrice di grano e protettrice dell’agricoltura, la cui figlia Persefone o Kore (la fanciulla), un giorno viene rapita Ade, il dio degli inferi. Disperata, Demetra va in cerca della figlia perduta e la vita sulla terra improvvisamente sembra fermarsi, congelata. Grazie alla danza di Baubò, Demetra ritrova il sorriso e istituisce il suo culto. Le porte degli inferi si riaprono e Ade concede a Persefone il ritorno sulla terra. Ma il potente dio degli inferi lascia tornare sulla terra la sua regina, una Persefone portatrice della consapevolezza della morte, costretta a tornare ciclicamente nel suo regno. L’incontro di Persefone con Demetra rende così possibile il ritorno delle stagioni e del raccolto, e il diffondersi del conflitto tra vita e morte che permea la natura. Con questa meravigliosa storia, gli uomini dell’antichità hanno inventato una risposta poetica a un mistero insondabile. Hanno sentito l’esigenza profonda di rappresentarlo quando ancora il pensiero non aveva trovato le parole per definirlo. All’inizio c’era il corpo. Dal corpo passava (e passa) la necessità di esprimere emozioni e pensieri da emettere con il fiato, i muscoli, la voce, la danza, il ritmo in una dimensione collettiva. Idee che invece di essere scritte vengono vissute nella dimensione collettiva della rappresentazione. Pragma è uno studio su una delle tracce più antiche della cultura occidentale, il mito rappresentato nei misteri all’origine del teatro. La ricerca condotta sulle fonti (orfiche, eleusine e di tutta la sapienza greca) e sugli studi filosofici (tra gli altri quelli di Colli, Kerényi, Nietzsche) ha portato alla composizione scenica della vicenda, alla rielaborazione di frammenti antichi in presenza del corpo in scena, attraverso le danze arcaiche e il potere archetipico della visione tragica.


Giovedì 8 novembre 2018 alle 10:00:39
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