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Ultimo aggiornamento ore 13.30 del 25 Settembre 2018

Ghemon strega Genova e confessa: «Vi spiego perché ho accettato Sanremo...»

Abbiamo scambiato due chiacchiere con il rapper dopo il concerto di sabato scorso

Ghemon strega Genova e confessa: «Vi spiego perché ho accettato Sanremo...»

Genova - Dopo il grande successo della prima parte del tour e i numerosi sold out, Ghemon è arrivato sabato 3 Marzo al Crazy Bull di Genova, per presentare dal vivo il nuovo album "Mezzanotte" supportato dalla sua band "Le Forze del Bene".

Abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con il rapper, tornato alla ribalta (dopo il grande successo di critica e pubblico del suo ultimo disco "ORCHIdee") con "Mezzanotte", un lavoro coraggioso, carnale, fisico, dove la musica viene usata come terapia per riemergere da momenti difficili.

"Mezzanotte" è la consacrazione di qualcosa di unico, dove le influenze black si legano alla musica italiana riuscendo anche a trovare uno spazio vitale per la tradizione Hip Hop."Mezzanotte" ha esordito al terzo posto della classifica FIMI degli album più venduti in Italia e il "Mezzanotte Tour" ha fatto registrare numerosi sold out in tutta la Penisola consacrando Ghemon quale punto di riferimento di una scena in continua evoluzione.

Il suo talento nella scrittura e nell'interpretazione dei brani gli sono valsi inoltre la chiamata di Roy Paci e Diodato per Sanremo 2018, per i quali ha cantato come ospite nella serata dedicata ai duetti.

Caro Ghemon, come mai la decisione di questa tappa genovese? Cosa rappresenta per te e per l’hip hop questa città?
«Ho scelto Genova perché è uno snodo importantissimo per il Nord Italia, essendo un porto è sempre stata crocevia di culture diverse e una città molto aperta».

Essendo tu rapper ed avendo partecipato a Sanremo, come vivi il ripudio di qualche tuo collega per il Festival?
«Dall’esterno anche io avevo dei dubbi, ma perché negli anni passati Sanremo non si è dimostrato del tutto aperto nei confronti degli emergenti della musica alternativa italiana. Quest’anno passandoci con la possibilità di rimanere me stesso e vivendo l’esperienza da dentro ho potuto valutarla meglio, cosa che non si può sempre fare giudicando da casa seduti sul divano».

Cosa ne pensi della scena dei nuovi rapper che stanno marciando con la trap?
«Mi piace Tedua, che guarda caso è proprio di Genova».

Faresti mai un featuring con la Dark Polo Gang?
« chi vi dice che non l’abbia già fatto? (ride).

Cos'è per te l’hip hop nel 2018? Cosa è rimasto di quella cultura che oggi si è evoluta molto?
«L’hip hop prima era per me un vistoso originale paio di occhiali, che mi ha definito e aiutato a mettere a fuoco la realtà. Oggi non porto più gli occhiali, ma ho indossato un paio di lenti a contatto che mi fa vedere le cose a tutti i livelli».

Si ringrazia Ghemon e l'ufficio stampa del'artista per la disponibilità concessa.

Lunedì 5 marzo 2018 alle 16:00:43
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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