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Ultimo aggiornamento ore 17.15 del 22 Maggio 2019

Museo Villa Croce, fino al primo settembre l'evento "Art Spaces"

Museo Villa Croce, fino al primo settembre l´evento `Art Spaces`

Genova - In occasione della sua riapertura, il Museo di Villa Croce ospita l’evento artistico-scientifico Gli spazi dell’arte, che rimarrà allestito fino al 1°settembre. La rassegna, che comprende 52 opere di altrettanti artisti italiani e stranieri, sul tema della disattivazione nucleare, tesa alla salvaguardia delle generazioni future, attraverso la protezione dell’ambiente, nell’autunno 2017 è stata presentata a Ispra, e successivamente al Castello di Masnago di Varese e ai Magazzini del Sale di Venezia.

Curatore dell’esposizione è Sandro Parmiggiani, critico e storico dell’arte, già direttore di Palazzo Magnani a Reggio Emilia, e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
I 52 artisti coinvolti sono intervenuti su un fusto cilindrico d’acciaio nero, di dimensioni 90 x 60, destinato a contenere e a fare decantare i rifiuti radioattivi, realizzando, attraverso tecniche, materiali e modalità espressive assai diversi, strettamente legati al linguaggio che ciascun artista ha sviluppato e adottato nel corso del suo percorso, altrettante opere che in un qualche modo tendono anche a misurarsi con gli obiettivi enunciati con questa iniziativa. Profondamente diverse sono stati modalità di creazione ed esiti delle opere: alcuni artisti sono intervenuti sul fusto, considerato alla stregua di nuovo, insolito supporto, non più bidimensionale (come lo sono quelli tradizionali quali la tela, la carta, le superfici lignee) dipingendovi sopra immagini figurative o astratte; altri hanno aperto il coperchio superiore del fusto, facendovi fuoriuscire forme ed elementi in vari materiali.

Altri artisti, soprattutto scultori, hanno utilizzato il fusto come base per loro creazioni, che s’inoltrano nello spazio; altri, hanno sezionato o tagliato il fusto, apponendovi poi scritte al neon o facendovi transitare una lastra di cristallo dipinta. Altri ancora, hanno concepito il fusto come scrigno nel quale va in scena un video o dal quale si propaga un suono. Tutti gli artisti hanno descritto e motivato le loro scelte di intervento, e il messaggio che intendevano proporre, in testi che vengono pubblicati nel catalogo di mostra, assieme a sintetici profili biografici degli artisti stessi e alle immagini delle opere realizzate. Sia questi scritti sia alcuni motti e frasi apposti sui fusti dimostrano la diffusa sensibilità degli artisti coinvolti per questi temi, che interrogano le loro coscienze e la loro visione del futuro, e non casualmente l’esposizione, concepita fin dall’inizio come itinerante, vuole essere il messaggero di un progetto scientifico fondamentale per il nostro presente e per il futuro delle generazioni che verranno.


Venerdì 10 maggio 2019 alle 09:00:41
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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