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Ultimo aggiornamento ore 13.35 del 25 Aprile 2018

Bucci: «A Genova il Competence Center delle attività legate al mare»

Oggi il primo giorno dei lavori della Blue Economy

Bucci: «A Genova il Competence Center delle attività legate al mare»

Genova - E' in corso, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, la sessione inaugurale, dedicata al ruolo del Porto di Genova quale porta di ingresso del Nord Italia, Svizzera e Germania del Sud, nell'ambito della prima edizione del BLUE ECONOMY SUMMIT che, in continuità con la Genova Smart Week e con gli Stati Generali dell’Economia, si svolge a Genova dal 9 al 12 aprile 2018.

Nel corso del discorso inaugurale, il sindaco Marco Bucci, ha lanciato la candidatura di Genova come “centro nazionale di competenza” della Blue Economy: «Ci sono poche città al mondo in grado di vantare più professionalità nell'economia del mare di Genova - ha detto il sindaco-. Siamo un centro d'eccellenza: sappiamo sviluppare innovazione, abbiamo dagli ingegneri ai tecnici, da quelli che stanno sulla nave a chi la costruisce, i cantieri, gli avvocati, le assicurazioni, i terminalisti, gli agenti marittimi, gli spedizionieri, gli armatori e poi anche tutta la parte turistica. Abbiamo le carte in regola per candidarci a essere la città che guida la Blue Economy per il prossimo futuro. La Via della Seta sta lanciando sfide in tutte le direzioni. Dobbiamo prepararci a raccoglierle in quanto la stragrande maggioranza delle merci viaggia e continuerà a viaggiare su mare. In questo quadro è necessario che tutte le amministrazioni portino avanti la candidatura di Genova a Competence Center della Blue Economy. Ne abbiamo già parlato con la Regione e vogliamo portare a Roma questa idea. Il governo dovrebbe accendere il semaforo verde, poi Università, Regione, Comune e tutte le altre amministrazioni, coordinandosi, dovranno proporre una struttura che gestisca tutti gli anelli della catena. Le amministrazioni hanno il compito di facilitare chi fa impresa e non viceversa».

L'economia del mare e le professioni a essa legate sono patrimonio storico di questa città sul quale puntare come biglietto da visita europeo. Questo il tema affrontato dall'assessore allo Sviluppo e promozione economica Giancarlo Vinacci: «Questa mattina parleremo di cosa stiamo facendo con le altre associazioni per fare in modo che vi sia un unico grande evento cittadino dedicato alla Blue Economy, in grado di presentarci unitariamente in Europa e proporre Genova come una città dove si trova tutto ciò che riguarda il mare. Clima, bellezze, qualità della vita e un ambiente ideale per lo sviluppo di cantieristica, commercio e turismo, che gli indicatori danno in crescita. Con tutti i soggetti interessati, che ci illustreranno le loro iniziative, cominceremo a ragionale per la costruzione di questa grande vetrina in cui investitori, imprenditori e utilizzatori potranno incontrarsi per trasferire le loro aziende a Genova o per rafforzare la presenza di quelle che già ci sono. Proseguendo nella consapevolezza che solo ricreando lavoro si può ripopolare la città e far tornare grande Genova».

Lo shipping si trova davanti a uno dei più grandi passaggi di innovazione della sua storia. A dirlo Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti: «Senza lo shipping non vi sarebbe commercio globale e senza commercio globale, senza trasporti via nave, in una settimana finirebbe la benzina, in due settimane gli scaffali dei supermarket sarebbero vuoti e in 3-4 settimane inizierebbero a verificarsi problemi di approvvigionamento elettrico. Le sfide – conclude Duci - sono l'automazione e le nuove tecnologie che porteranno un incremento della produttività ma anche un drastico calo dei posti di lavoro tradizionali. Per evitare un crollo dell'occupazione, dobbiamo quindi essere in grado di formare le nuove generazioni alle professioni che stanno nascendo proprio grazie all'innovazione».

Uno dei segnali più evidenti del cambiamento è la dimensione delle navi, che mette in seria difficoltà il pescaggio dei porti. «Oggi la blue economy sta evolvendo molto rapidamente - ha detto Ignazio Messina – e le dimensioni sempre più massicce delle più moderne portacontainer lo dimostrano. E i porti italiani che le devono ospitare non hanno il pescaggio necessario e banchine adatte per questo tipo di attracchi. Da qui la necessità di interventi profondi nelle infrastrutture portuali, oggi carenti».

Martedì 10 aprile 2018 alle 16:00:55
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