Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione 010 8935042
fax redazione 010 8934973
Ultimo aggiornamento ore 16.00 del 21 Settembre 2018

Buoni pasto Qui! group, Confesercenti: «Non vengano penalizzati i pubblici esercizi»

Buoni pasto Qui! group, Confesercenti: «Non vengano penalizzati i pubblici esercizi»

Genova - «Stop ai buoni pasto QUI! Group. La Consip ha deciso per la risoluzione della convenzione in alcune regioni, tra cui la Liguria. Questa situazione ci preoccupa, per questo chiediamo agli attori in campo fare il massimo sforzo perché non finisca penalizzato, come troppo spesso accade, l'ultimo anello della catena ovvero gli esercenti che somministrano il pasto e che lavorano anticipando servizio e costi annessi»: lo ha dichiarato Paolo Barbieri, vicedirettore di Confesercenti Genova.

Contratti - «Dallo scorso anno i buoni pasto Qui! sono diventati un problema: la società con sede a Genova aveva grossi problemi a saldare regolarmente gli esercenti che accettavano i ticket e in molti avevano iniziato a rifiutarli. A gennaio di quest'anno la Consip aveva richiamato la società Qui! "al pieno rispetto degli obblighi contrattuali", e per quanto fosse stato assicurato il ripristino del servizio entro fine febbraio così non è stato».

Esercizi - «Al di là della situazione critica contingente, da anni denunciamo che il settore buoni pasto non rappresenta più un'opportunità di sviluppo per il settore dei pubblici esercizi ma è diventato un problema con cui confrontarsi. Per questo motivo – ha concluso Barbieri - chiediamo che da parte della politica, vista la situazione creatasi, vi sia la presa di coscienza della necessità di una completa rivisitazione del sistema, anche perché è ormai anti economico per le attività lavorare con le percentuali di sconto che vediamo oggi sul mercato». Matteo Zedda, vicepresidente Fiepet Genova ha così commentato la notizia: «Certi esercizi commerciali sono letteralmente ostaggio della macchina ticket perché a pranzo i lavoratori e dipendenti di grandi società o enti pubblici, per esempio la stessa Regione, si muovono dove accettano i ticket. Per cui non accettarli vuole dire ridurre il lavoro anche dell'60-80%. Per questo le società emettitrici si sentono forti nell'imporre percentuali insostenibili».

Sabato 14 luglio 2018 alle 10:00:21
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Genova

































Per la tua pubblicità su Genova Post sfoglia la brochure

Privacy e Cookie Policy

Liguria News