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Ultimo aggiornamento ore 16.41 del 6 Dicembre 2019

Cna Liguria su emergenza della viabilità ligure a seguito del crollo del viadotto dell’A6

Cna Liguria su emergenza della viabilità ligure a seguito del crollo del viadotto dell’A6

Genova - “La sicurezza viene prima tutto ed è giusto verificare adeguatamente le condizioni prioritarie di praticabilità -. Commenta il Presidente Cna Liguria Massimo Giacchetta -. Tuttavia, è evidente che rispetto alle infrastrutture non esiste un piano di gestione delle emergenze. A seguito del crollo del viadotto dell’A6 e della chiusura temporanea della A26
non sono state preventivamente verificate le condizioni della viabilità alternativa: lungo la strada del Turchino ci sono due smottamenti che rendono il transito praticabile solo a senso unico alternato e creano dunque ulteriori code e intasamenti. Inoltre, lungo l'autostrada tra Ovada e Masone i mezzi pesanti hanno superano il filtro di blocco e si
trovano poi incolonnati all’uscita obbligata”.
 
“Possono avvenire delle situazioni improvvise e imprevedibili – aggiunge il Presidente Cna Liguria -, ma chi gestisce e controlla delle infrastrutture deve aver predisposto preventivamente dei piani di emergenza in grado di stabilire cosa dover fare. Ciò che in queste ore è avvenuto dimostra la mancanza di una pianificazione in caso di emergenza. Ci troviamo di fronte nuovamente, dopo la tragica esperienza del crollo del Ponte Morandi, ad un grosso problema per una regione e una città come Genova che fanno del trasporto merci e persone un elemento essenziale della propria economia”.
 
“La Liguria è paralizzata - prosegue il Presidente Giacchetta -. Un anno fa il Governo aveva stabilito di istituire a Genova la propria sede nazionale dell’agenzia per la sicurezza della rete stradale ad oggi non è stato fatto nulla. Bisogna, come è stato detto del Presidente Toti, definire un piano d'emergenza di infrastrutture per la Liguria. rofessionalmente mi occupo di emergenze in campo ambientale e vi rientrano anche casi di incidenti stradali con conseguenze ambientali e so per certo che i gestori delle autostrade non hanno pianificazione in tale senso. Se un tir ha uno sversamento di merci
pericolose si improvvisa e in un paese moderno ciò non può accadere.  Al di là delle tragedie e delle emergenze per i movimenti franosi è evidente che abbiamo di fronte un sistema vecchio - conclude il Presidente Cna Liguria Massimo Giacchetta -, fragile e gestito senza una visione complessiva”. 
 
“La situazione per le imprese dell'autotrasporto è complicatissima – aggiunge la Presidente Cna Genova Paola Noli - e incide direttamente sui costi aziendali della logistica. Come associazione siamo ancora fortemente impegnati sulle pratiche di ristoro alle imprese dell'autotrasporto dei danni derivati dal crollo del ponte Morandi e non so dove si troveranno le risorse per queste nuove perdite. Non possiamo permetterci come cittadini e come attività di scontare anni d’incuria. Abbiamo di fronte un'economia di un'area metropolitana e di una Regione strategica a livello nazionale che già è riuscita a resistere alla drammatica esperienza del ponte Morandi. Ma ora è momento di dare una risposta complessiva e programmatica alle emergenze del trasporto e della viabilità e prevedere che la Prefettura di Genova coordini l'attuale situazione”.

Martedì 26 novembre 2019 alle 10:06:12
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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